ATELIER
Marcia nuziale

Un atelier di moda diventa punto d’incontro fra un immaginario legato alle tradizioni e interni industrial. Arever Space disegna così il wedding shop delle sorelle Arshaeva

Una terra che conserva gelosamente le proprie tradizioni, un luogo nato per celebrare un momento indimenticabile. Uniti da un design che funge da trait d’union fra antico e moderno. Lo studio Arever Space, guidato dalla mano sicura della founder Aida Ragimkhanova, crea a Makhachkala – capitale della repubblica russa del Daghestan – il boutique-atelier da sposa delle sorelle Arshaeva. Una location dai toni forti e identitari, che interpretano con raffinate intuizioni lo spirito di un paese dalla cultura millenaria.

I numerosi vincoli spaziali della struttura originale – un negozio di abbigliamento maschile dagli interni di impronta industrial – sono stati creativamente trasformati in altrettanti punti di forza. Arever Space, infatti, non ha tentato né di eliminarli né di mascherarli, quanto, piuttosto, di esaltarli infondendo loro nuovo significato.

Elemento chiave dell’intervento è il suo particolare mood, che abbraccia senza riserve lo spirito del lavoro delle sorelle Arshaeva, ancorato in una memoria collettiva fatta di ricordi d’infanzia, profumi, suoni e la viva matericità di oggetti d’uso quotidiano. Non è un caso, infatti, che gli interni dell’atelier siano scanditi dalla presenza di oggetti-simbolo, fra cui un antico armadio restaurato e una vecchia macchina da cucire. Oggetti con una storia e un’anima, che parlano la stessa lingua degli abiti da sposa realizzati nell’atelier.

L’ambiente principale ospita due camerini e due sale prova private, dove geometrie irregolari, travi, pilastri e aperture diventano elementi di una rigorosa coreografia spaziale. Il progetto ne declina il layout lungo assi ben definiti, introducendo un sorprendente elemento dinamico: una serie di tendaggi che, aprendosi, rivelano gli abiti da sposa trasformando il momento della prova in un quadro teatrale in miniatura.

Le porte a doppia anta che separano gli ambienti, ispirate alle tradizionali case montane del Caucaso, fungono da elemento di transizione visiva tra passato e presente, così come il mix materico di legni antichi e intonaci grezzi. Anche i tessuti giocano un ruolo fondamentale, fra divani rivestiti di lino, cassettiere drappeggiate da teli in cotone e tende di seta trasparente che diffondono la luce con un morbido effetto flou. Mentre la palette, terrosa e sobria, riecheggia i toni dei coloranti naturali un tempo impiegati nell’artigianato locale.