All’interno di un complesso messicano, Casa Musa intreccia filosofia wabi sabi e matericità messicana. Il design è essenziale, tattile e meditativo, e respira in continuità con la natura
A Guerrero, lungo un tratto di costa famoso per il surf, si sviluppa il progetto Musa, Modern Utopian Society of Adventurers: ben settanta ettari di residenze e spazi ricettivi progettati dallo studio Andrés Saavedra Design e dall’imprenditrice Tara Medina. Un complesso concepito come una comunità creativa, che combina spazi residenziali, boutique hotel, residenze per artisti e varie proposte benessere con un’attenzione consapevole al design, alla sostenibilità e alla connessione umana in armonia con l’ambiente.
La proprietà è un’oasi immersa nella natura, con accesso diretto alla spiaggia. Sebbene isolata, integra tecnologie avanzate, elemento imprescindibile per gli obiettivi della proprietà, ovvero: superare i confini dell’ospitalità tradizionale per attrarre non solo turisti e viaggiatori ma anche una rete internazionale di professionisti e creativi e favorirne scambi e convivialità.
Un obiettivo perseguito con il programma Artist-in-Residence, che ogni anno invita i creativi a vivere, lavorare ed esplorare in sintonia con il territorio. Che si tratti di scolpire, scrivere o costruire con ciò che li circonda, ogni artista trova spazio per sperimentare, riflettere e contribuire al panorama culturale in evoluzione di Musa. Il risultato: opere e sculture site specific create dai residenti del passato punteggiano tutta la proprietà, plasmate dal territorio, dalla luce e dalla quiete che le circonda. Perchè ogni opera è una risposta al luogo, un riflesso del processo e un promemoria del fatto che qui la creazione è continua.
In armonia con il contesto, Musa aspira anche a essere un esempio di architettura a basso impatto ambientale. Da qui un approccio volto a preservare il territorio e il suo valore storico ed ecologico attraverso pratiche sostenibili per il compostaggio e la rigenerazione del suolo, nonché sistemi di captazione e riciclo delle acque grigie per la cura del verde.
In loco sono inoltre state effettuate nuove piantumazioni di palme e altre specie arboree autoctone, mentre l’intera alimentazione è a energia solare e non manca una vasca per la raccolta e la filtrazione dell’acqua piovana.
Il complesso dispone di 13 camere esclusive, 27 lodge e varie residenze, tra le quali spicca Casa Musa, che accoglie gli ospiti con cinque camere da letto dotate di ogni comfort, in sintonia con il paesaggio costiero tropicale. Un rifugio appartato affacciato sul mare, con piscina a sfioro, dove ogni ambiente combina lusso discreto e design consapevole.
Qui la domotica – con comandi a distanza per aria condizionata e illuminazione intelligente – convive con interni sospesi tra minimalismo tropicale contemporaneo e wabi sabi: accenti organici, materiali naturali di provenienza locale – tra i quali canna, bambù, legno, pietra -, predilezione per il su misura, oggetti decorativi artigianali.
Nel suo insieme, il concept di Casa Musa poggia su pochi elementi strutturali ma fortemente identitari, puntando su un’eleganza sobria e informale cui contribuisce una palette di toni caldi e terrosi: beige sabbia, marroni bruciati, tortora, cacao.
A completare l’allestimento, vetrate panoramiche e pannelli a grata che richiamano gli shoji giapponesi lasciano filtrare la luce e introducono verticalità e ritmo visivo. Le verande, gli affacci sul verde e le transizioni senza soluzione di continuità definiscono una progettazione “porosa”, in cui gli interni sfumano naturalmente negli spazi aperti.