A Montpellier, Marianne Tiegen Interiors riconfigura una dimora storica attraverso un sistema di elementi tessili reversibili. Che ridefiniscono spazi e funzioni mantenendo integra l’architettura
Immerso tra vigneti e querce secolari nei dintorni di Montpellier, Château La Banquière – una tenuta storica del XVIII secolo – viene trasformato da Marianne Tiegen Interiors in una struttura ricettiva attraverso un intervento che lavora soprattutto sugli interni. Il progetto conserva l’impianto architettonico storico senza modifiche sostanziali, introducendo un sistema coordinato di elementi leggeri – prevalentemente tessili – che ridefiniscono distribuzione e funzioni, evitando interventi permanenti sull’edificio.
Le stanze sono organizzate a partire dalla loro relazione con la luce naturale e il paesaggio. Le aperture esistenti, la profondità degli spazi, le superfici costruiscono condizioni ambientali variabili nell’arco della giornata. Pietra e legno strutturano il sottofondo permanente degli spazi. Tende, pannelli e rivestimenti intervengono invece come dispositivi di regolazione, filtrando la luce e controllando il grado di esposizione verso l’esterno.
Il ruolo assegnato ai tessuti non è semplicemente decorativo, ma anche funzionale. Baldacchini, pannelli, paraventi e superfici tessili definiscono ambiti all’interno delle stanze, introducono soglie, migliorano l’acustica e consentono di modulare la privacy. Questi elementi, spesso montati su telai metallici o supporti mobili, possono essere rimossi, sostituiti o riconfigurati senza alterare la struttura muraria.
La costruzione degli interni si basa anche su una palette materica radicata nel contesto. Lino, canapa e cotone sono tinti con pigmenti naturali ottenuti da risorse locali, che producono tonalità coerenti con il paesaggio. Accanto ai materiali di nuova produzione, il progetto integra una selezione di tessuti antichi: damaschi provenzali, stampe veneziane, tessuti provenienti da circuiti couture. In diversi casi, questi elementi sono il fulcro del progetto, con la loro presenza a orientare le scelte cromatiche e compositive degli ambienti.
Quando necessario, i materiali storici vengono restaurati, rinforzati o supportati da nuovi strati tessili. In altri casi, le imperfezioni rimangono invece visibili. La riparazione non è trattata come un’operazione tecnica separata, ma come parte integrante dell’interno.
L’intero sistema è pensato per essere conservato e trasformato nel tempo. Rivestimenti sfoderabili, strutture smontabili, superfici lavabili possono essere rinnovati senza compromettere l’assetto complessivo. Ogni elemento può essere aggiornato, sostituito o adattato in relazione all’uso, introducendo una logica di durata basata sulla manutenzione continua.
Il progetto si appoggia a una rete di tradizioni artigianali: lino belga, serigrafie prodotte nell’area di Lione, tecniche di ricamo della regione di Montpellier. Un motivo ricorrente – l’ape, realizzata con punti a ricamo tradizionali – compare come segno identitario.
Château La Banquière mantiene l’immagine e l’impianto della dimora storica, ma ne modifica il funzionamento e la logica interna. L’intervento non produce una nuova configurazione formale complessiva; agisce invece sulle modalità di utilizzo dello spazio, introducendo un sistema che può essere adattato, mantenuto e trasformato nel tempo senza perdere coerenza.