OFFICE
Fuego Camina Conmigo

Negli uffici di Fuego Camina Conmigo, a Barcellona, Isern Serra Studio rilegge il tema dell’open space attraverso un sistema di volumi autonomi e relazioni spaziali. Trasformando l’ambiente di lavoro in un ecosistema imprevedibile e creativo

Il progetto per i nuovi uffici della media agency Fuego Camina Conmigo interviene su un ex edificio industriale nel quartiere di Gràcia, a Barcellona. Qui Isern Serra rinuncia alla logica dell’open space convenzionale, articolando invece un paesaggio interno fatto di soglie, vuoti e addensamenti.

L’ufficio viene pensato come ambito in grado di ospitare funzioni differenziate, dal lavoro individuale agli incontri e presentazioni. La distribuzione si organizza di conseguenza, accompagnando l’utente dall’ingresso verso un’agorà centrale, e da qui fino alle aree operative più riservate. Non una divisione funzionale rigida, ma una struttura porosa, dove le attività possono sovrapporsi senza confliggere.

Questa impostazione riflette il profilo del committente. Fuego Camina Conmigo è un’agenzia di branding, comunicazione e consulenza culturale, con un approccio focalizzato sulla costruzione di immaginari e posizionamenti complessi. Da qui la richiesta di ambienti in grado di sostenere modalità di lavoro fluide e informali.

Il nome stesso del committente introduce un ulteriore livello di lettura. Fuego Camina Conmigo è la traduzione letterale di Fire Walk With Me, film del 1992 di David Lynch attraversato – come tutte le opere del regista statunitense – da una tensione narrativa mai completamente risolta. Il progetto sembra condividere questa attitudine, creando uno spazio apparentemente ordinario, ma costruito per scarti e transizioni.

Il “fuoco” evocato dal titolo diventa qui metafora e principio generatore del lavoro creativo. In questo senso, l’intervento di Isern Serra non si limita a rappresentare l’identità del committente, ma la mette in tensione, traducendola in un ambito spaziale aperto, imprevedibile e proprio per questo fertile.

L’elemento più riconoscibile del progetto è l’introduzione di una serie di volumi autonomi, vere e proprie micro-architetture che sostituiscono il tradizionale sistema di partizioni vetrate. Distribuiti nello spazio come corpi plastici, questi elementi ospitano sale riunioni, spazi privati e funzioni di servizio.

La loro geometria essenziale è fatta di superfici continue, spigoli smussati e aperture circolari che fungono allo stesso tempo da porte, finestre e dispositivi prospettici. Questi volumi non si limitano a separare, ma costruiscono relazioni. Filtrano la luce, generano inquadrature quasi cinematografiche, producono una sequenza di visuali interne che rendono lo spazio leggibile e dinamico.

L’interior design assume un ruolo strutturale. Gli arredi sono concepiti come parte integrante dell’organizzazione spaziale. Sedute, tavoli e superfici di appoggio si raccolgono in isole operative all’interno dell’agorà centrale. Le forme sono riconoscibili ma misurate, pensate per supportare il lavoro quotidiano.

La palette materica è ridotta ed essenziale. Superfici bianche, pavimentazioni continue, arredi tessili dai toni morbidi costruiscono un’atmosfera dove la luce naturale diventa il principale strumento di lettura dello spazio. I materiali non cercano il contrasto ma la continuità, lasciando che siano le forme e le loro relazioni a conferire dinamismo agli ambienti.

In questo equilibrio tra continuità materica e articolazione spaziale, il progetto restituisce un ambiente di lavoro che si propone come struttura aperta, capace di accompagnare nel tempo pratiche, relazioni e trasformazioni.