Lo studio Seu-Arch Art+Zen Architects riconverte una serie di silos per creare un dinamico centro culturale. In cui il colore bianco domina
Le riconversioni architettoniche e il recupero di manufatti non più utili sono sempre interessanti. E più è ampio lo scarto tra la destinazione d’uso originale e quella nuova, tanto più i lavori lasciano a bocca aperta. Stupisce dunque il progetto del Grand Granary Bookstore of Librairie Avant-Garde di Jiangmen, in Cina meridionale, una batteria di sei enormi silos trasformati in centro culturale da Seu-Arch Art+Zen Architects.
Inizialmente i granai erano sette, tutti identici, con pianta rotonda, una superficie di circa 165 metri quadrati e altezze comprese tra i 6 e gli 8,5 metri. I due più esterni, però, vertevano in pessime condizioni, pertanto i progettisti hanno scelto di abbatterli e sostituirli con due edifici di nuova costruzione, una ‘torre letteraria’ e un corpo più basso in metallo e vetro adibito a caffetteria.
I cinque silos rimasti sono stati rimessi in sicurezza e dipinti di bianco. Le strutture sono state collegate da un corridoio di raccordo più basso che, per non comprometterne le facciate, lascia un’intercapedine tra i muri originali e i nuovi setti. Per un migliore ricircolo dell’aria sono stati aperti ingressi sia sul lato est che sul lato ovest.
All’interno, i granai sono tutti bianchi, spazi puri, quasi contemplativi. Gli allestimenti sono differenti in ogni corpo, accomunati solo dalla logica per cui gli arredi funzionali – sedute, scaffali, librerie – raggiungono al massimo i 2,40 metri di altezza, mentre la parte superiore è riservata a ‘installazioni spaziali’ che risolvono il tema dell’illuminazione con soluzioni scenografiche in equilibrio tra utilitarismo e vezzo creativo.
La torre-biblioteca costruita a uno degli estremi ha un aspetto asimmetrico ispirato alla forma del dragone. L’orologio sulla cima a il suo svettare sull’insieme la fanno invece assomigliare a una torre campanaria, soprattutto se letta con uno sguardo occidentale. Al lato opposto è stato realizzato il padiglione caffetteria, una struttura dal linguaggio differente con un sistema di ‘ombrelli’ in acciaio che regge un involucro in vetro.