HOTEL
Corte Interna

Tra gli uliveti e i paesaggi aridi dell’isola di Creta, Design Emotions Atelier firma il recupero di un antico complesso in pietra. Reinterpretando la tradizione veneziana e cretese attraverso corti, aperture ad arco e specchi d’acqua

Nel piccolo villaggio di Kaliviani, nella parte occidentale di Creta, a pochi chilometri dalle celebri spiagge di Balos, un antico complesso in pietra ritrova nuova vita attraverso un delicato intervento di restauro firmato da Evi Kotsou, founder di Design Emotions Atelier. La nuova struttura ricettiva, denominata Corte Interna, interpreta l’eredità dell’architettura tradizionale cretese con uno sguardo contemporaneo.

L’hotel occupa un lotto di 420 metri quadrati e si compone di tre edifici in pietra distribuiti attorno a una corte interna. Qui l’acqua diventa l’elemento che connette gli spazi, accompagna i percorsi e restituisce un senso diffuso di tranquillità. Non è un caso che il complesso prenda il nome proprio da questo spazio centrale: la corte rappresenta il cuore dell’intervento e il luogo in cui si costruisce il rapporto tra architettura, paesaggio e vita quotidiana.

Archi a sesto acuto, aperture ad arco ribassato e dettagli costruttivi tradizionali raccontano ancora oggi l’influenza veneziana che ha segnato l’architettura dell’isola. Lo studio sceglie di valorizzare questi elementi senza trasformarli in una semplice citazione storica, ma utilizzandoli come punto di partenza per una nuova narrazione.

L’edificio principale, disposto su due livelli e affacciato sulla strada del villaggio, concentra alcune delle trasformazioni più significative. Un nuovo passaggio interno collega una camera da letto al resto del complesso, superando la precedente accessibilità esclusivamente esterna.

L’intervento si distingue attraverso una sottile cornice metallica che rende leggibile il dialogo tra vecchio e nuovo. Al centro dello spazio, una scala elicoidale in lamiera microforata introduce un segno contemporaneo leggero e scultoreo, mentre la storica scala esterna in pietra e il piccolo ambiente voltato sottostante rimangono pressoché intatti.

Il restauro conserva la matericità originaria degli edifici. Le murature in pietra restano a vista negli interni, mentre all’esterno un nuovo intonaco a base di calce lascia affiorare porzioni della struttura storica. I pavimenti in cemento lucidato introducono una superficie continua che amplifica il contrasto con la ruvidità della pietra.

Nel secondo edificio, accanto alla piscina, il progetto ribalta il rapporto tra materiali. All’esterno permane la facciata in pietra, mentre gli interni accolgono superfici intonacate dai toni morbidi e luminosi. Qui il protagonista è il travertino naturale, utilizzato come elemento unificante: il materiale attraversa gli ambienti interni, si estende nella corte, circonda la piscina fino a raggiungere la cucina dell’edificio principale.

Una scala metallica conduce infine al terzo volume, collocato a una quota leggermente superiore. All’interno, un antico camino trova una nuova funzione e si trasforma in lucernario, portando luce naturale nella camera sottostante. I pavimenti in cotto naturale proseguono verso l’esterno. Una pergola metallica schermata da canne crea invece una zona d’ombra dedicata alla sosta e alla convivialità.

L’intervento si completa attraverso arredi dalle forme morbide e organiche, corpi illuminanti scultorei e una palette di materiali composta da metallo, legno, vetro, tessuti e intonaci naturali. Il nuovo hotel assume così una dimensione quasi scenografica.

Fioriere, leggere strutture metalliche e arredi contemporanei costruiscono nuove prospettive e nuovi modi di abitare lo spazio. “Corte Interna nasce come un luogo di disconnessione dalla frenesia della vita contemporanea”, sorride Evi Kotsou.