HOTEL
The Newman Hotel

A Londra, Lind + Almond traduce l’anima Art Déco e bohemien del quartiere di Fitzrovia in un raffinato boutique hotel. Ispirato ai caffè, ai pub e ai salotti che tra gli Anni 20 e 50 accolsero scrittori, artisti e spiriti anticonformisti

Nel cuore di Fitzrovia, uno dei quartieri più ricchi di storia e personalità di Londra, Lind + Almond firma gli interni di The Newman Hotel, una struttura che interpreta il carattere del luogo attraverso un linguaggio contemporaneo. Fondato dal nuovo gruppo alberghiero britannico Kinsfolk & Co., l’albergo nasce con l’obiettivo di offrire un’esperienza profondamente radicata nel contesto locale.

Fitzrovia conserva ancora oggi una forte identità residenziale e una storia segnata da scrittori, artisti, intellettuali e figure anticonformiste che, tra gli Anni 20 e 50, trasformarono pub e caffè in luoghi di confronto creativo. È proprio questo patrimonio culturale ad aver guidato il lavoro di Pernille Lind e Richy Almond.

“Fitzrovia è un angolo affascinante e spesso trascurato nel cuore di Londra. La nostra missione era creare un hotel profondamente di Fitzrovia, esplorando cosa significhi davvero essere fitzroviani e condividere questa identità con viaggiatori e residenti”, racconta Richy Almond.

Lo studio ha così approfondito la storia del quartiere, osservandone i luoghi di ritrovo, parlando con gli abitanti e ricostruendone il tessuto sociale. “Abbiamo iniziato a scoprirne i diversi livelli e ci siamo resi conto che la vera fonte di ispirazione erano le persone. Nella prima metà del Novecento qui vivevano artisti, poeti, scrittori e attivisti politici che si incontravano per mangiare, bere e scambiarsi idee”, spiega Almond.

La matrice Art Déco costituisce la base del progetto, mentre richiami discreti alla stagione bohemien del quartiere introducono un linguaggio sofisticato fatto di dettagli su misura, materiali nobili e una palette sobria. Lo studio evita contrasti cromatici eccessivi, preferendo tonalità profonde del legno abbinate a superfici metalliche lucidate.

L’ingresso accoglie gli ospiti con un’atmosfera raccolta e silenziosa. Il banco della reception si inserisce all’interno di un ambiente rivestito da pannellature in radica di legno che trasmettono una sensazione di calore e continuità materica, sostituendo la frenesia tipica delle grandi strutture alberghiere con una dimensione più intima e domestica.

Al piano strada, Angelica Brasserie interpreta la tradizione londinese dei luoghi di incontro attraverso uno spazio aperto dalla colazione fino alla sera. L’ambiente alterna zone dedicate al caffè, al brunch e alla cena in una sequenza fluida, illuminata dalla luce naturale che attraversa le grandi vetrate. Le sedute rivestite in pelle seguono il perimetro delle finestre, mentre le illustrazioni di Nils Jean dedicate ai personaggi del quartiere aggiungono una sottile componente narrativa.

Scendendo nel seminterrato, il Gambit Bar reinterpreta suggestioni Art Déco e riferimenti classici attraverso un linguaggio più sperimentale, ispirato ai personaggi eccentrici che hanno popolato Fitzrovia nel secolo scorso. Geometrie spezzate, curve, motivi decorativi e una palette più intensa costruiscono un ambiente dal carattere teatrale, dove il fascino dell’occulto e delle avanguardie artistiche riaffiora in modo discreto ma riconoscibile.

L’hotel dispone di 81 camere e suite. Gli interni prendono ispirazione da Nancy Cunard, scrittrice, mecenate e figura simbolo della stagione bohemien londinese. La sua estetica riaffiora in dettagli reinterpretati con sensibilità contemporanea: le celebri pile di bracciali diventano testiere scultoree, mentre i motivi geometrici dei suoi copricapi ispirano rilievi in gesso, tappeti e superfici decorative.

La palette cromatica combina noce, radica, pelle color cioccolato, metalli lucidati e tonalità profonde di rosso bruciato e blu petrolio, richiamando il linguaggio architettonico della tradizione inglese. Curve morbide attraversano arredi evocando il gesto degli illustratori e degli scrittori che animavano i pub del quartiere, mentre le opere commissionate ad artisti contemporanei stabiliscono un dialogo diretto tra il passato creativo di Fitzrovia e la sua scena culturale attuale.

Anche i bagni sviluppano questo racconto attraverso un’attenta ricerca materica. Le composizioni di piastrelle reinterpretano le facciate vittoriane in mattoni smaltati che caratterizzano il quartiere, creando superfici ritmate e geometriche completate da rubinetterie con differenti finiture metalliche.

All’ultimo piano, la Penthouse Suite occupa la posizione più panoramica dell’edificio. Un’ampia terrazza privata di circa 130 metri quadrati si apre sullo skyline londinese con vista sulla BT Tower, mentre gli interni organizzano soggiorno, zona pranzo, cucina, camera padronale e cabina armadio attraverso una distribuzione essenziale e luminosa. Pietra, arredi firmati da studi contemporanei come Louise Roe e 3 Dot Furniture e opere d’arte originali completano l’ambiente.