STUDI DI ARCHITETTURA
La nuova sede di OAD

Per la sua nuova sede a Riga, OAD Open Architecture Design progetta uno spazio ruvido
e audace, che offre una pluralità di atmosfere, dalla massima concentrazione al caos creativo

Mentre la maggior parte delle persone vede il mondo solo in termini di forme e funzioni, lo studio OAD Open Architecture Design per i suoi uffici ha costruito un impero di sensazioni pure e senza filtri. Infatti, la loro nuova sede centrale di Riga, in Lettonia, non è solo un ufficio: è una cattedrale di soluzioni audaci, un laboratorio di architettura e al tempo stesso una dichiarazione: il design dovrebbe essere sentito, non solo visto. 

OAD non ha mai fatto progetti “tradizionali”. Hanno “galleggiato” sui canali, occupato vetrine di negozi e modificato i paesaggi urbani. Ora, sono “atterrati” in uno storico sito produttivo: uno spazio grezzo e industriale di tre piani che offre al loro team di 30 architetti spazi che offrono una pluralità di sensazioni e atmosfere, dalla massima concentrazione al caos creativo.

Il primo piano dà il tono: tende argentate si estendono per quattro metri di altezza, catturando la luce come onde gravitazionali mutevoli, creando un bagliore immersivo e ultraterreno. Questo sfondo futuristico contrasta magnificamente con i dipinti grezzi e materici di Andris Eglītis, che radicano lo spazio nella storia, allineandosi perfettamente con le pareti industriali a vista. 

Un’enorme apertura tra i piani funge da wormhole visivo, attirando lo sguardo verso l’alto e offrendo uno scorcio delle attività sovrastanti. Questo non è solo uno spazio di lavoro, è un paesaggio in continua evoluzione, progettato per essere vissuto in movimento. 

Il secondo piano è un ufficio open space dove le idee prendono forma. Le sale riunioni? Racchiuse in cubicoli trasparenti, dove clienti e architetti lavorano senza barriere. Sono supportate da pannelli acustici in schiuma con rilievi appuntiti, funzionali e visivamente accattivanti. La cucina è nascosta dietro tende in lattice lucido che catturano il sole pomeridiano come metallo liquido, elevando il gioco di luci a un livello completamente nuovo. Lo stesso materiale protegge una zona lavello grezza e industriale, bilanciando la funzionalità con un tocco inaspettato e sensuale. 

Una scala con una materioteca realizzata su misura collega il secondo e il terzo piano, fungendo anche da moodboard in movimento, ovvero poche console mobili con cassetti differenziati per ogni progetto in corso. 

Il terzo piano adotta un approccio diverso. Qui, l’attenzione si sposta dall’intensità al ritiro, offrendo uno spazio per rigenerarsi, riflettere e riconnettersi. Lo strato isolante grezzo rimane a vista, con i suoi toni argentati che conferiscono un’eleganza sobria e industriale. Uno spazio lounge accoglie pause pomeridiane, brainstorming serali e sessioni di yoga improvvisate, un necessario contrappeso all’energia frenetica del piano inferiore. E con l’espansione dello studio, questo piano potrebbe evolversi nell’hub dirigenziale, ma per ora rimane un santuario creativo. 

In definitiva, la nuova sede di OAD più che un ufficio è un centro di sperimentazione, uno spazio dove le idee prendono forma e una dichiarazione: il design non deve avere paura.