A Porto Ercole prende forma un boutique hotel dal design essenziale. Un rifugio arroccato sul mare firmato da Palomba Serafini Associati, dove arredi su misura dialogano con icone degli Anni 60
Sospesa tra l’azzurro del Tirreno e il verde fitto della macchia mediterranea, La Roqqa si affaccia su Porto Ercole, in provincia di Grosseto, come una sentinella elegante e silenziosa. Il boutique hotel da 55 camere nasce dalla rigenerazione dell’ex Don Pedro, voluta da Erqole – società italiana del gruppo svedese Qarlbo – e si inserisce con discreta raffinatezza nel tessuto architettonico del borgo. Porto Ercole, sulla costa orientale del Monte Argentario, è un piccolo gioiello geologico intervallato da uliveti e giardini dove prosperano buganvillee, gelsomini e agrumi.
Situata ai piedi della fortezza spagnola da cui prende il nome, La Roqqa è oggi l’unico cinque stelle del borgo. La sua posizione panoramica offre scorci mozzafiato sul porto, sul lungomare punteggiato da caffè e trattorie, e sull’imponente Forte Filippo del XVI secolo. Tra vicoli, pescherecci e il profumo delle erbe selvatiche, l’hotel si fonde con l’anima autentica del luogo. Il progetto di Palomba Serafini Associati – studio milanese fondato da Ludovica Serafini e Roberto Palomba – restituisce nuova vita all’edificio, tracciando un equilibrio sottile tra memoria locale e linguaggio contemporaneo.
Gli interni riflettono l’essenza della Maremma, grazie all’uso di materiali naturali e tecniche artigianali: terracotta, legno, cuoio intrecciato, argilla, metallo brunito e intonaci dipinti si alternano ai toni del cielo, del mare, dei campi e delle rocce. “In tutti gli spazi comuni e nelle 55 camere e suite, abbiamo voluto trasmettere un senso immediato di appartenenza”, spiegano i due architetti. “I colori della sabbia, del cielo e della macchia mediterranea creano un dialogo continuo con l’ambiente esterno, dal pavimento alle pareti fino agli arredi”.
Linee morbide, curve avvolgenti e illuminazione diffusa trasformano i corridoi in gallerie silenziose. Le facciate rosso mattone dell’edificio originario si rinnovano attraverso dettagli su misura e una scala scultorea a spirale, che collega il piano terra con la lounge e il rooftop. Gli arredi combinano elementi su disegno con pezzi iconici degli Anni 60 e 70, periodo in cui si è iniziato a scoprire i territori di Porto Ercole e dell’Argentario.
Le camere e suite, distribuite su cinque piani, sono pensate come rifugi intimi e luminosi. Affacciate sulla baia o su giardini verticali che si arrampicano fino alla Rocca, accolgono l’ospite con una palette che va dal terracotta alla pietra Ticul, dal blu profondo al crema sabbia. Ogni dettaglio, dai tessuti ai volumi, è studiato per suggerire continuità, calma, senso del luogo. Il progetto nasce dalla volontà dell’imprenditore svedese Conni Jonsson, da anni legato a questo territorio, con l’idea di dar vita a un intervento di riqualificazione urbana capace di restituire valore e bellezza al contesto, e al tempo stesso offrire un’esperienza autentica, radicata, mai artificiosa.
A completare il soggiorno, una proposta gastronomica articolata in diversi spazi: dal rooftop vista mare del ristorante Scirocco al lounge bar e al bistrot Mezzanino, fino all’Isolotto Beach Club, immerso tra profumati arbusti salmastri. Ma è nel gesto architettonico che La Roqqa rivela la sua essenza: un luogo dove l’identità toscana si lascia raccontare da linee contemporanee, in un dialogo rispettoso tra natura, memoria e cultura del progetto.