Tra i ghiacciai della Val d’Isère, in Francia, lo studio Chzon trasforma un lodge savoiardo in un rifugio straripante di dettagli grafici
Fuori, l’aria è frizzante. Dentro, il crepitio della legna sale da un grande camino in pietra savoiarda. Tra le creste delle Alpi francesi, a 1.850 metri di altitudine, Experimental Chalet Val d’Isère, ultima apertura di Experimental Group, propone un’idea di edonismo alpino caldo e intimo, ma anche grafico e inaspettato, reinterpretando con ironia il linguaggio delle vacanze sciistiche degli Anni 90.
L’hotel, in un edificio già noto localmente come L’Aigle des Neiges – aquila delle nevi -, è stato completamente ripensato dall’interior designer Dorothée Meilichzon, founder dello studio Chzon. “Volevamo allontanarci dallo stereotipo dell’arredamento da località sciistica”, spiega. “L’obiettivo era creare un vocabolario nuovo, pur senza cancellare negli ospiti la sensazione di trovarsi in una stazione alpina tradizionale”.
Energia, pattern e colore animano gli spazi. Superfici piene si accostano ad arredi bold, carte da parati, boiserie, ceramiche e tessuti grafici
Costruito in pietra locale, cemento e legno scuro, lo chalet conserva all’esterno il carattere originario. All’interno, l’atmosfera cambia: gli spazi comuni e le oltre cento camere e suite, intime e compatte, sono animate da energia, pattern e colore. Le pareti in tonalità piene fanno eco a parati, boiserie in legno, ceramiche e tessuti grafici, dalle trame decise.
Arredi dalle forme gonfie, contemporanee, come le testiere ispirate agli snowboard, si combinano invece a piccoli pezzi di antiquariato e dettagli artigianali – maniglie a forma di ramo, coccarde, tappeti écru in bouclé e intonaci a calce che richiamano i solchi lasciati dagli sciatori – che riportano il progetto a una dimensione più tradizionale, affine all’immaginario alpino della Savoia.
Al piano terra, l’Experimental Cocktail Club evoca atmosfere passate, tra moquette, tavoli in legno e ceramica e tonalità di rosso, arancio e borgogna. Una seconda sala, più appartata, è decorata da affreschi che riproducono la mappa delle piste e si affaccia su una terrazza con vista sulle montagne innevate.
Maniglie a forma di ramo, coccarde, tappeti écru e intonaci a calce riportano il progetto al vocabolario della tradizione alpina
A completare l’esperienza, l’offerta gastronomica firmata dallo chef Rudi Ballin e la spa sotterranea con piscina coperta, sauna, hammam e bagno di ghiaccio nordico, che insieme creano un’oasi di benessere dove ritrovare equilibrio e quiete dopo una giornata sulle piste.
Questo articolo è estratto da GUEST 39. Sfoglia il magazine