Nel nuovo 1Hotel Copenhagen, firmato Norm Architects, la natura si fa materia e pensiero sostenibile. Un concept che trasforma l’ospitalità in esperienza sensoriale e consapevole,
dove tattilità e rispetto per le risorse diventano linguaggio progettuale
Sulle sponde dell’Øresund, a Copenhagen, un’antica dimora del 1842 – Strandgården – è stata trasformata da Norm Architects in un santuario di quiete e sostenibilità. Il nuovo 1Hotel Copenhagen, infatti, reinterpreta la tradizione scandinava dell’ospitalità come esercizio di essenzialità e attenzione per l’ambiente e la materia. Un progetto che si muove tra rigore e sensibilità, tra natura e costruzione.
La filosofia di Norm Architects si riconosce in ogni dettaglio. Lo studio danese — fondato da Jonas Bjerre-Poulsen e Kasper Rønn — è noto per la sua visione umanistica del design, dove la bellezza nasce dall’equilibrio tra tattilità, proporzione e luce. La loro architettura non cerca di stupire ma di restituire armonia: un linguaggio calmo, intimo, che invita alla presenza e al contatto con i materiali.
La cifra progettuale di Norm si intreccia naturalmente con la filosofia sostenibile di 1Hotels. Un network che da sempre punta tutto sulla sostenibilità, sull’uso responsabile delle risorse e sulla riduzione dell’impatto ambientale. Ogni scelta del brand mira a minimizzare gli sprechi e a eliminare la plastica monouso.
L’acqua e l’energia sono costantemente preservate, e tutti i materiali — dalle lenzuola alle bevande — sono selezionati secondo criteri di provenienza etica. Persino i flussi di rifiuti, dalle sorgenti luminose alle apparecchiature elettroniche, vengono raccolti e riciclati in maniera differenziata, in collaborazione con partner locali. Secondo un ciclo virtuoso che trasforma la sostenibilità da concetto a prassi quotidiana, restituendo valore e circolarità alle risorse.
Fin dall’ingresso, il ritmo urbano scompare. Una scala scolpita in legno recuperato conduce a un atrio dove la luce si fonde con il verde rigoglioso. Pietra grezza, tessuti naturali e superfici imperfette disegnano un ambiente che invita a rallentare. Perchè qui la natura non è citazione, ma sostanza: un organismo vivo che accompagna l’esperienza dell’ospite.
Sempre nella reception, le opere dell’artista Sara Martinsen, realizzate con fibre organiche e intrecci lignei, amplificano la connessione con la terra e con il ritmo lento del tempo. Ogni superfice è pensata per durare e cambiare nel tempo, come un organismo che invecchia con grazia.
Nelle camere, la luce si posa su un lessico di toni neutri, legni naturali e tessuti morbidi. Gli spazi scorrono in continuità, dissolvendo le funzioni tradizionali — dormire, lavarsi, prepararsi — in una sequenza di percezioni. Il vetro satinato separa senza dividere, lasciando fluire la luce e mantenendo un senso di apertura e intimità.
Le cucine presenti nei serviced apartments integrano l’esperienza domestica in chiave leggera e rituale, mentre i bagni, rivestiti in pietra e mattoni, sono pensati come eleganti luoghi di rigenerazione.
Tutte le camere sono caratterizzate dalla presenza di materiali naturali, tra cui rovere, lino e pietra calcarea, e da un light design attentamente studiato, che conferisce calore e profondità allo spazio. Molte si affacciano su terrazze private: aperture verso la città e insieme rifugi sospesi. Spazi liminali nei quali la filosofia di 1Hotels si compie appieno: abitare in equilibrio con il mondo.
In tutta la proprietà sono presenti materiali di recupero di provenienza locale, tra cui pannelli in legno Dinesen, pareti in pietra calcarea lavorate a mano e tessuti sostenibili di Kvadrat. Il design biofilico è ovunque e include una rigogliosa vegetazione interna, piante autoctone, fioriere da balcone e una parete verde alta 3,2 metri che favorisce la biodiversità e la qualità dell’aria.
1Hotel Copenhagen non è solo un esempio di design scandinavo contemporaneo, ma un manifesto di responsabilità estetica ed ecologica. In un’epoca dominata dall’eccesso, Norm Architects e 1Hotels rispondono con un gesto calibrato e consapevole. Perchè qui la vera bellezza non risiede nel lusso dell’apparenza, ma nella sobrietà del vivere – e viaggiare – secondo natura.