Da locanda a boutique hotel. L’hotel Elephant di Bressanone cambia pelle, nel completo rispetto della sua storia centenaria.
Nel centro storico di Bressanone, l’Hotel Elephant attraversa oltre cinque secoli mantenendo una relazione coerente con la propria identità architettonica. Come l’elefante che ne accompagna la storia e il simbolo, l’hotel invita a rallentare, proponendo spazi pensati per restituire quiete e un diverso rapporto con il tempo.
Fondato come locanda nel 1442 e gestito dalla famiglia Heiss-Falk dal 1773, l’albergo continua a lavorare sul dialogo tra storia e aggiornamento contemporaneo, senza alterare il carattere che lo ha reso uno dei riferimenti dell’hospitality altoatesina.
Il recente restyling – ad opera di Eleonora Corazza con A Project, in collaborazione con lo studio bolzanino Florian Scartezzini – ha interessato in particolare il piano sottotetto, trasformato in una nuova area con tredici camere, tra cui cinque suite panoramiche. Gli ambienti alternano arredi d’epoca, tessuti ricercati e finiture sobrie, seguendo una direzione progettuale che evita contrasti troppo marcati tra storico e contemporaneo. La stessa impostazione attraversa gli spazi comuni, dove materiali e dettagli decorativi mantengono una continuità con l’impianto originario dell’hotel.
Accanto alla struttura principale si trova Villa Marzari, dependance annessa all’hotel nella seconda metà dell’Ottocento e immersa in un grande parco privato. Qui l’atmosfera cambia scala: dodici camere affacciate sul giardino, una clubhouse, campi da tennis in terra battuta e percorsi ombreggiati definiscono uno spazio più appartato, pensato per una permanenza discreta nel cuore della città.
Anche l’area wellness segue questa logica di continuità tra recupero e nuova funzione. La spa è stata ricavata nelle ex scuderie storiche, mantenendo le colonne originali del 1888 e introducendo interni essenziali, caratterizzati da tonalità calde, superfici materiche e luce soffusa. Piscina, sauna finlandese, bagno di vapore e area fitness convivono in spazi che conservano una chiara impronta architettonica.
Dovunque, nell’hotel, permane il legame con la figura di Soliman, l’elefante che nel Cinquecento sostò a Bressanone durante il viaggio verso Vienna e che ancora oggi rappresenta il simbolo della struttura. La sua presenza ritorna nella facciata, nei dettagli decorativi e nel piccolo museo interno. Un invito a dimenticarsi del tempo e dedicarsi, con ritrovata lentezza, a se stessi e al mondo.