THE ORIGINALS
Le case degli Hobbit

In Moldavia, LH47 Arch realizza un trio di casette riparate dalla terra e affacciate su un tratto
di lago. Un progetto low tech che si fonde perfettamente con il paesaggio

Lo studio moldavo LH47 Arch ha completato le Hobbit Wake Houses, un trio di piccole casette riparate dalla terra, costruite all’interno del primo wake park del paese, a soli venti minuti da Chişinău. Situato su un tranquillo tratto di lago precedentemente inutilizzato, il progetto trasforma un terreno trascurato in un rifugio appartato dove l’architettura si fonde perfettamente con il paesaggio.

Le cabine traggono ispirazione dall’immagine mitica delle abitazioni degli hobbit. Ogni struttura è parzialmente interrata e sormontata da un tetto verde, in modo che le forme sembrino dolci pendii del terreno piuttosto che edifici convenzionali. Questo approccio di protezione dal terreno migliora la stabilità termica, riduce la dispersione energetica e ripristina visivamente il paesaggio. I profili a cupola rafforzano il senso di protezione, mentre le vetrate panoramiche aprono ogni cabina verso l’acqua.

Al centro del progetto c’è l’indagine su tecniche rurali quasi dimenticate. Invece di un isolamento sintetico, le pareti sono riempite con balle di paglia – un tempo diffuse nei villaggi moldavi – e rifinite con strati di intonaco di argilla e paglia, protetti da una velatura di calce. Per quanto semplici possano sembrare, questi metodi creano un microclima autoregolante: l’argilla assorbe l’umidità in eccesso e la rilascia quando l’aria diventa secca, mentre la paglia fornisce isolamento naturale.

Le strutture in legno, realizzate da specialisti locali, riducono ulteriormente l’impronta di carbonio rispetto all’acciaio o al cemento. I tetti sono ricoperti di terra e fissati tramite un sistema a rete progettato da LH47, in modo che l’erba colonizzi gradualmente le superfici e restituisca le cabine al paesaggio. 

“Durante la costruzione abbiamo dovuto affrontare una serie di sfide che hanno richiesto una risoluzione creativa dei problemi”, afferma Serghei Mirza, fondatore di LH47. “Lavorare con argilla, paglia e telai in legno significava affidarsi a conoscenze ormai in disuso. Alcuni dettagli hanno dovuto essere adattati in loco per renderli più resistenti e pratici. Solai e fondamenta sono stati prefabbricati in sezioni e assemblati all’esterno, il che ha semplificato la costruzione ma ha richiesto un coordinamento preciso. I tetti verdi sono stati l’elemento più ambizioso: abbiamo sviluppato reti speciali per trattenere il terreno in modo che nel tempo l’erba crescesse, permettendo alle case di integrarsi completamente nell’ambiente naturale”.

All’interno, la celebrazione dell’artigianato continua. Letti, cucine e accessori in legno sono stati realizzati a mano dal laboratorio locale Lemnaria, mentre l’artista ceramista Eugenia Burlacenco ha creato luci e dettagli decorativi su misura. Non ci sono due interni identici: le variazioni di specchi, mensole e mobili da cucina richiamano la qualità dell’artigianato locale e garantiscono unicità a ogni cabina.

Dall’esterno, le Hobbit Wake Houses sembrano quasi scomparire nel terreno; dall’interno, trasmettono un senso di protezione e calore. Per LH47, il progetto è sia un esperimento architettonico che una dichiarazione culturale: dimostrare come l’artigianato tradizionale, i metodi low-tech e i principi ecologici possano convergere in un nuovo modello di vita contemporanea su piccola scala.