In Spagna, BU Arquitectura ridefinisce lo spazio culturale come un luogo intimo e condiviso. Un progetto minimale che integra funzioni diverse – aree espositive, sale workshop, spazi per proiezioni e una caffetteria – in un ambiente armonico, scandito da tonalità neutre e beige
Nel centro di Burgos, in Spagna, BU Arquitectura ha dato forma a un centro culturale che ridefinisce il concetto stesso di spazio pubblico, avvicinandolo a una dimensione domestica intima e accogliente. Il progetto nasce dal desiderio di superare l’impersonalità tipica di questi luoghi, costruendo un ambiente capace di mettere le persone a proprio agio.
L’idea prende avvio da una riflessione precisa: non progettare semplicemente un centro dedicato a una specifica fascia d’età, ma immaginare uno spazio aperto e inclusivo. “Volevamo che il progetto non dovesse essere solo un centro per persone anziane, ma uno spazio in cui tutti potessero convivere”, raccontano dallo studio. La cultura diventa così il terreno comune, “un luogo capace di accogliere e connettere le persone al di là dell’età”, attivando una dimensione autenticamente intergenerazionale.
L’architettura si sviluppa su circa 400 metri quadrati e trova nelle pareti curve il suo elemento distintivo. Queste superfici morbide organizzano lo spazio definendo le diverse funzioni con naturalezza, evocando una dimensione domestica. “Sebbene lo spazio sia continuo, accoglie usi diversi che si organizzano grazie a pareti curve che li abbracciano”, raccontano i progettisti. Ne emerge un paesaggio interno fluido, in cui ogni ambito – dalla zona studio all’area lettura, dal soggiorno agli spazi espositivi – si integra in modo armonico.
La scelta dei materiali e dei colori contribuisce in modo decisivo alla costruzione dell’atmosfera. Una palette monocromatica, giocata su tonalità neutre e beige, attraversa superfici e arredi, generando un senso diffuso di calma. “Abbiamo lavorato con una gamma neutra e materiali di alta qualità, in cui convivono in armonia pezzi contemporanei e arredi antichi”, spiegano dallo studio. Tra gli arredi emergono icone del design come il divano Freeform Sofa e la poltrona Utrecht Armchair, accostate a oggetti artigianali e pezzi recuperati.
L’intervento introduce anche una dimensione naturale all’interno dello spazio: una “terrazza” interna, concepita come un giardino, accoglie un’installazione di muschio che invita alla contemplazione. Dettagli architettonici come nicchie, librerie integrate e superfici continue contribuiscono a dare profondità e identità agli ambienti.
Il progetto ospita una varietà di funzioni – aree espositive, sale workshop, spazio per proiezioni e una caffetteria – mantenendo una forte coerenza formale e percettiva. In questo equilibrio lo spazio costruisce un’esperienza in cui il comfort domestico incontra la dimensione collettiva, offrendo un luogo pensato per essere vissuto con naturalezza e continuità.