A Marrakech studio Archimath dà vita a un art hotel composto da sette riad interconnessi. Arricchito da una sofisticata selezione di foto d’autore e arredi vintage
Nel cuore vibrante della Medina di Marrakech sorge l’Izza, un art hotel che esprime un perfetto connubio fra tradizione marocchina e stile contemporaneo, ideale per ritrovare la calma lontano dal trambusto della Città Rossa. La struttura, composta da sette riad interconnessi, è il frutto un’intensa attività di ristrutturazione durata otto anni firmata dallo studio locale Archimath.
L’Izza comprende quattordici camere, ciascuna intitolata a celebri – ed eccentriche – personalità degli Anni 60 e 70 come Yves Saint Laurent, Jack Kerouac e Grace Jones. Ogni stanza è un’opera d’arte a sé stante, arredata con pezzi vintage e una palette che spazia dai colori pastello a toni più neutri. Il direttore generale, Rémi Delpech, descrive l’Izza come un “patchwork di case riunite, le cui pareti sono state rimosse con sensibilità e le energie ricombinate”, in modo da riflettere la leggendaria ospitalità berbera.
Con tre cortili tranquilli e piscine color smeraldo, tra cui una sul rooftop, gli ospiti possono godere di un’atmosfera rilassante, mentre l’hammam e il centro fitness offrono ulteriori opportunità di benessere. Gli interni del piccolo ma suggestivo Bill’s Bar, invece, richiamano il celebre Rick’s Café di Casablanca dell’iconico designer Bill Willis – americano ma emigrato stabilmente in Marocco dal 1966 fino alla sua morte – che ha ispirato l’estetica dell’intero progetto.
L’arte è ovunque all’Izza, dall’accogliente biblioteca alla terrazza panoramica, dove un Sebastião Salgado è appeso sopra i posti a sedere. Nella hall, rivestita con tradizionali piastrelle zellige verdi e bianche e decorata in un sobrio stile modernista, sorprendenti ritratti fotografici ricoprono le pareti, mentre oltre trecento opere arricchiscono gli spazi comuni, tra cui una collezione di arte digitale e generativa.
Amine Kabbaj, founder dello studio e figura di spicco dello scenario architettonico marocchino, dichiara che “la creazione di Izza è stata un atto d’amore”. Incorporando elementi tradizionali come il tadelakt, ha creato uno spazio che celebra l’heritage culturale del Marocco pur inserendo un tocco di lusso contemporaneo.
Ispirato dall’infanzia trascorsa in una famiglia accogliente nel sud-ovest della Francia, Rémi ha voluto trasferire questo senso di appartenenza e calore al suo boutique hotel, concependolo come una raffinata ‘casa per gli amici’, visione che si sposa perfettamente con la tradizionale accoglienza marocchina. “Il Marocco può essere un assalto ai sensi, frenetico e intenso”, afferma. “L’Izza offre un’oasi di tranquillità per bilanciare tutto questo. Siamo antichi, eppure contemporanei; decadenti, eppure semplici; eclettici, eppure familiari”.