HOTEL
Palazzo Talìa

Da regista a designer. Luca Guadagnino firma un luxury hotel intriso di storia, creando un’atmosfera che ne rivela l’essenza più intima e profonda. Tra affreschi, busti di epoca imperiale e misurati elementi di design contemporaneo

Ciak si gira. Dove si trovava la più antica scuola di Roma oggi sorge una struttura ricettiva disegnata dal regista di Chiamami col tuo nome, Luca Guadagnino. Superando imponenti porte in legno, nei pressi della basilica di Sant’Andrea delle Fratte, la trama del passato della capitale si dispiega attraverso un’odissea lunga secoli. Palazzo Talìa è un luogo in cui le pareti sembrano bisbigliare storie di epoche passate e dove ogni strato aggiunge profondità alla sua narrazione.

Il nome del Palazzo si ispira alla mitologia. Talìa, infatti, era una delle muse figlie di Zeus e Mnemosine, protettrice della commedia, della leggerezza e dell’ironia. Riferimenti iconografici tutti rintracciabili negli affreschi e nelle opere d’arte che animano le ventisei camere e suite, il ristorante e il cocktail bar, combinando il fasto e l’opulenza antica con un’allure moderna. Residenza di Angelo Maria Colocci, intellettuale e segretario papale del Cinquecento, cento anni più tardi l’edificio diventa il Collegio Nazareno, la più antica scuola romana, e nel corso del Novecento un albergo esclusivo. È nel 2021, però, che la Soprintendenza romana insieme alla famiglia Federici, tra gli esponenti del luxury estate della capitale, danno vita a un puntuale intervento di riqualificazione.

“Palazzo Talìa non è soggetto ai vincoli stringenti delle anonime catene alberghiere. Al contrario, vanta uno stile riconoscibile e un tocco personale. Un palazzo intriso del sincretismo di secoli di storia, ma anche impregnato di un’eleganza contemporanea”, spiega l’ingegnere e imprenditore Elia Federici. Gli spazi monumentali del Palazzo si trasformano in scenografie dinamiche immaginate da Studiolucaguadagnino.

L’impronta del regista italiano – che da tempo ha affiancato all’attività cinematografica quella di designer d’interni – permea di sé gli spazi comuni. Ristorante, bar, hall e l’Aula Magna del piano nobile, con affreschi settecenteschi e busti imperiali, hanno subito l’intervento insieme alla Terrace Suite all’ultimo piano. Un ambiente dotato di camino e boiserie in legno di pesco, caratterizzato da colori morbidi e tenui. La paesaggista Blu Mambor ha invece curato lo spazio esterno che funge da verdeggiante salottino urbano.

Porta la firma di Guadagnino anche la wellness area, che celebra il retaggio romano con preziosi marmi accostati a piastrelle di maiolica verde fornite da artigiani spagnoli, mentre opere di epoca romana del I e II secolo – eredità del Collegio, come la statua di Menade che troneggia nella hall – dialogano con creazioni ad hoc di designer contemporanei. Come il monumentale tappeto disegnato da Nigel Peake per lo studio, nelle tonalità che caratterizzano l’hotel: rosa, rosso e vinaccia. Cromatismi precisi che compongono un risultato eclettico, intenso, “una sintesi decorativa equilibrata”, spiega Pablo Molezum, project manager di Studiolucaguadagnino.

Dalle pareti della zona bar composte da frammenti specchianti alla vasca termale della spa, interamente rivestita di ceramiche fatte a mano, tutto l’hotel è pervaso da una percezione vibrante, quasi sensuale, dello spazio. “Lavorare con un regista, in uno spazio scenografico e poco convenzionale, è stato molto stimolante. Mi piace l’estrema attenzione estetica di Guadagnino, ma anche la sua assoluta modernità, la maniacalità nei dettagli e la caparbietà, tutta siciliana, di saper creare il ‘su misura’”, racconta Elia Federici.

Marianna Lubrano Lavadera di Mia Home Design Gallery e Laura Feroldi di Laura Feroldi Studio hanno firmato le restanti venticinque camere e spazi comuni. L’obiettivo era modellare un’esperienza che rispecchiasse i gusti sofisticati degli ospiti, ai quali le progettiste si riferiscono con il termine francese flâneur. Gli arredi delle camere sono stati progettati ad hoc, come la collezione di maioliche nei bagni, i divani in tonalità rosa e bordeaux, i letti a baldacchino e i lampadari artigianali in vetro soffiato.


Questo articolo è estratto da Guest 35. Sfoglia il numero.