Un hotel ad alta quota dall’architettura d’avanguardia trasmette, silenziosamente, il senso del sacro e del bello ai propri ospiti. Un progetto di Buzz / Büro Ziyu Zhuang
Costruito in Cina su un altopiano a 3600 metri e affacciato su svettanti catene montuose con vista fino al Tibet, il Poodom Deqin Meri Hotel è un rifugio isolato che fa della progettazione contemporanea e sperimentale il suo punto di forza. Lo studio BUZZ / Büro Ziyu Zhuang ha pensato a un albergo che non fosse riproposizione del vernacolo, ma una struttura di rottura ad alta quota, pensata per accogliere gli alpinisti e incorniciare il paesaggio, offrendo scorci e viste trasformate in quadri.
Spiegano gli architetti: “In un contesto naturale come questo, qualsiasi forma architettonica esagerata apparirebbe dirompente. Per questo, il Poodom Hotel è stato concepito come una struttura in armonia con il suo ambiente, rinunciando a gesti simbolici per radicare la propria essenza nella fisicità e nello spirito del sito. L’architettura enfatizza il ruolo di mediatrice tra natura e cultura. Il progetto spaziale non è un esercizio di creazione formale, ma un tentativo di forgiare un mezzo connettivo che amplifichi l’energia intrinseca del territorio, trasformandola in un’esperienza interiore immersiva”.
L’andamento orizzontale dell’edificio segue quello delle montagne, con aperture sui lati lunghi e corti che “inquadrano” le cime. “All’interno, gli ospiti incontrano prospettive mutevoli delle vette, i cui diversi stati d’animo si riflettono nelle trasformazioni stagionali dell’architettura, effimere ma eterne”, sottolineano i progettisti. Spazi ampi e ariosi si alternano a zone intime, come il passaggio con facciata microforata che lascia passare solo i raggi del sole al tramonto.
Di grande impatto anche le scale di collegamento verticale: sul vano delle rampe si affacciano i corridoi e le stanze, con aperture geometriche che danno movimento ed enfatizzano la salita. “Ci sono transizioni fluide tra architettura e natura, interno ed esterno, vicino e lontano”, spiegano gli architetti. “Guidano il movimento come un rituale, un pellegrinaggio sensoriale in cui gli occupanti dialogano con le montagne, trasformando il semplice abitare in un atto di venerazione”.
Pareti interne e facciate condividono la stessa finitura materica, ruvida, dipinta di bianco. Dentro, gli spazi sono ingentiliti dall’uso di finiture naturali come legno e pietra, in equilibrio perfetto. Concludono da BUZZ: “In definitiva, al Poodom Hotel umanità e natura selvaggia dialogano in silenziosa e sacra armonia”.