Il nuovo ristorante stellato Rebis unisce la ricerca gastronomica dello chef Giovanni Di Giorgio a un ambiente raffinato. Dove storia e design contemporaneo si incontrano. Grazie al dialogo tra la project manager Alice Nicoletti e il brand Henge
Ha aperto lo scorso giugno a Desenzano del Garda il nuovo ristorante stellato dello chef Giovanni Di Giorgio. Si chiama Rebis ed è un luogo elegante, essenziale, ma ricco di storia. A partire dall’edificio che lo ospita, una costruzione nobiliare del XVI secolo famosa come Palazzo Garibaldi, proprio perché nel lontao 1862 ospitò “l’eroe dei due mondi”.
Gli spazi di Rebis si trovano al piano terra. Sono sale voltate con affreschi, che mantengono l’impianto murario originale. Del coordinamento di progetto si è occupata Alice Nicoletti, esperta in valorizzazione dei beni culturali vincolati, affiancata dall’architetto Isabella Genovese a capo del team di Henge, il brand che ha curato l’interior design.
La cura dei dettagli è evidente anzitutto dalla scelta della palette, una tavolozza essenziale che riprende i toni carta da zucchero, blu profondo e oro dei dipinti parietali. Anche il lighting è stato pensato per valorizzare gli affreschi, con un approccio di tipo museale e con poche luci puntuali e dimmerabili sui singoli tavoli.
Arrivando a Rebis si viene accolti da un bancone monolitico effetto pietra. Il rapporto tra materiali preziosi, luce e storia risulta dunque evidente fin dall’ingresso. La sala principale accoglie fino a 26 coperti, ed è arredata con tavoli Shift di Henge in una speciale versione custom, abbinati alle sedute Hexagon e Jil. Si apre, poi, una sala privata, per eventi speciali, con un tavolo conviviale di 3,40 metri e un approccio più domestico, perché l’arredo comprende anche una piccola zona lettura-conversazione, sempre con pezzi di Henge. La cucina è a vista, al suo interno è possibile accomodarsi al kitchen table dove vedere da vicino la brigata al lavoro.
Il team di progettazione di Rebis ha tenuto conto di poche linee guida, senza deroghe. Il design contemporaneo si accosta all’ambiente antico senza sovrastarlo, per scrivere un altro capitolo nella storia di Palazzo Garibaldi.