Gorrow Design Studio rinnova un vecchio motel a nord-est di Sydney con un progetto che reinterpreta l’età dell’oro del surf. Tra tavole da collezione, opere d’arte e una libreria psichedelica di vinili
Lungo la costa di Crescent Head, nell’Australia orientale, George Gorrow firma il Sea Sea Hotel trasformando radicalmente un motel di venticinque camere risalente agli Anni 80. Il progetto, sviluppato nell’arco di oltre due anni, nasce con l’intento di dare forma a un luogo autentico e personale, più vicino all’idea di un hub culturale che a una struttura ricettiva concepita secondo logiche standardizzate.
Una delle prime operazioni previste dal progetto è stata la rimozione della staccionata perimetrale, per eliminare ogni barriera fisica e ristabilire una continuità diretta con Crescent Head. Un gesto semplice ma rivelatore, che chiarisce la natura dell’hotel: un luogo meno commerciale e più intimo, concepito come punto d’incontro dall’atmosfera rilassata e informale.
L’architettura conserva e valorizza il carattere originario dell’edificio: volumi bassi interconnessi, coperture articolate, grandi capriate lignee a vista e vetrate colorate. Anche gli interni, sviluppati su un unico livello, riflettono questa personalità e intrecciano l’atmosfera delle surf shack australiane con quella delle baite di montagna e degli storici hotel balinesi, attraverso mattoni faccia a vista, legni tinti e pavimenti color caffè.
Il progetto outdoor reimpiega materiali recuperati durante la ristrutturazione e reintegra oltre tremila essenze autoctone già presenti sul sito, preservando il carattere naturale del paesaggio
Nelle camere, comfort e ricerca convivono in un insieme di arredi custom, daybed informali, tappeti in rattan e applique a luce rossa scolpite a mano da Aleph Geddis come parte del programma Science of Sleep, pensato per favorire il riposo degli ospiti.
Anche la biancheria, appositamente sviluppata in collaborazione con l’artista Romang Yang, aggiunge una dimensione tattile e visiva che contribuisce al carattere degli ambienti. L’ex centro conferenze del motel ospita oggi gli spazi comuni: una clubhouse con reception, galleria d’arte, listening bar e ristorante che sfuma verso l’esterno.
Nel listening bar, baricentro dell’esperienza in hotel, una libreria per vinili dialoga con un grande camino e ampi divani angolari. La musica, del resto, attraversa l’intero Sea Sea Hotel e ne definisce l’identità: le aree comuni – e, per chi lo desidera, anche le camere – trasmettono Sea Sea 24hr Radio, una programmazione curata da uno specialista radiofonico e diffusa attraverso speaker dedicati presenti in ogni stanza, con una selezione che spazia dal folk americano al soul, dal dub al rock psichedelico. Sea Sea TV, il canale interno disponibile nelle camere, rilegge parallelamente l’estetica di MTV come in una versione surf degli Anni 70, portando la musica anche sullo schermo.
La musica è il baricentro dell’esperienza: dal listening bar con collezione di vinili a Sea Sea 24hr Radio, una programmazione dedicata, diffusa in tutto l’hotel
Al suono si affianca una selezione artistica che mette in dialogo le immagini di Alby Falzon e Peter Crawford – legate all’età d’oro della cultura surf – con la fotografia contemporanea di Woody Gooch, più essenziale e modernista.
Non manca poi, naturalmente, una collezione di tavole da surf curata con Wild Things Gallery, con modelli firmati da Gato Heroi, Dead Kooks, BMT di Alex Knost, Neal Purchase Jr e Crème, alcuni dei nomi più autorevoli della cultura surf contemporanea.
All’esterno, camminamenti in travertino argentato con posa irregolare collegano aree wellness, spazi verdi e la piscina. Rivestita in piastrelle turchesi, quest’ultima si apre su un’area bordata da ciottoli e cactus, affiancata da lettini che rileggono l’estetica dei daybed Anni 70 attraverso strutture tubolari rivestite da corde spesse e tessuti sospesi.
I materiali recuperati in fase di ristrutturazione sono stati reimpiegati nel progetto outdoor – come i vecchi mattoni, trasformati in schermature per la privacy – mentre oltre tremila essenze autoctone già presenti sul sito sono state riposizionate con un progetto di landscape design volto a creare un paesaggio ricco di scorci più raccolti, pur senza alterare il carattere aperto e comunitario del luogo.
Sea Sea Hotel, per usare le parole di Gorrow, “è un luogo che sembra essere lì da sempre”. Uno spazio da abitare con naturalezza, dove la cultura oceanica trova una traduzione progettuale coerente. Dove architettura e musica procedono sulla stessa frequenza.
Questo articolo è estratto da Guest 41. Sfoglia il magazine