Progettata da Clap Studio per Homapal, The Sanctuary of the Self trasforma il bagno in uno spazio immersivo che riflette sul rapporto tra identità, percezione e rappresentazione
The Sanctuary of the Self è un’installazione di Clap Studio realizzata per Homapal nell’ambito di CasaDecor 2026. Il progetto reinterpreta il bagno – l’ambiente più privato della casa – come luogo di passaggio tra dimensione intima e rappresentazione pubblica, trasformandolo in uno spazio di riflessione sull’identità contemporanea. Qui superfici riflettenti, acqua e suono costruiscono un’esperienza immersiva.
Il progetto nasce da una considerazione semplice: il bagno è lo spazio in cui ci prepariamo ad affrontare lo sguardo degli altri. È lì che avviene la transizione tra ciò che siamo e l’immagine che decidiamo di mostrare. A partire da questa osservazione, Clap Studio ha costruito un ambiente nel quale il visitatore è parte integrante dell’allestimento.
Le superfici riflettenti di Homapal rivestono pareti e volumi, moltiplicando le immagini e alterandone continuamente la percezione. Man mano che si procede all’interno dell’installazione, il riflesso si ripete, si frammenta e si deforma. Il corpo è spinto così a confrontarsi con una successione di immagini instabili, in un percorso che mette in discussione l’idea di un’identità univoca e perfettamente controllabile.
In questo contesto, i materiali diventano strumenti narrativi. Alcune superfici ospitano brevi messaggi che interrompono il processo di auto-osservazione e invitano a considerare anche le immagini più distorte come parte integrante della propria identità. L’installazione suggerisce così una lettura più ampia del concetto di rappresentazione: non la costruzione di una singola immagine ideale, ma l’accettazione della complessità che ci caratterizza come individui.
Il percorso culmina nell’area della vasca e dei lavabi, con un richiamo al mito di Narciso riletto attraverso una sensibilità contemporanea. L’acqua non restituisce un riflesso immobile e definito: una composizione sonora appositamente realizzata ne increspa costantemente la superficie, generando immagini mutevoli e instabili. Anche qui, il riflesso diventa uno strumento per interrogare il rapporto tra percezione e realtà.
The Sanctuary of the Self propone allora una riflessione sul ruolo dell’interior design nella costruzione dell’esperienza. Attraverso un uso calibrato di superfici, luce e riflessi, il progetto di Clap Studio dimostra come uno spazio possa andare oltre la sua funzione, e trasformarsi in un luogo capace di stimolare consapevolezza e confronto con se stessi.