A Medellín, in Colombia, Studio Cadena ripensa un edificio esistente come uno spazio aperto che ospita uno store con caffé e un centro per la danza
A volte il gesto progettuale mira ad aggiungere, altre volte trova la sua chiave nel sottrarre. È quanto accade a Medellín con Store With A Gap, dove Studio Cadena interviene su un edificio esistente eliminando una parte del fronte e trasformando quel vuoto in uno spazio capace di appartenere alla città. Il marciapiede entra nel lotto, il volume arretra e ciò che prima era un edificio chiuso acquista una nuova profondità urbana.
Realizzato per Atmos, il progetto riunisce su tre livelli un negozio, un caffé e un laboratorio di danza. Qui Studio Cadena costruisce una condizione di continuità tra funzioni diverse, lasciando che le attività si sovrappongano e cambino intensità nel corso della giornata. Il clima mite di Medellín permette inoltre alle aree comuni di dilatarsi verso l’esterno e alla soglia di diventare uno spazio da abitare.
A rendere leggibile questa condizione è soprattutto il nuovo fronte. Una pelle metallica perforata avvolge la facciata e definisce una fascia intermedia coperta tra strada e interno. Semitrasparente, lascia filtrare luce, aria, sagome e movimenti, attenuando la separazione tra ciò che avviene dentro e lo spazio pubblico. Dietro di essa rimangono percepibili la struttura e le superfici più massicce dell’edificio. Questo crea un contrasto tra consistenza minerale e leggerezza che rende evidente la sovrapposizione tra vecchio e nuovo.
La scelta dei materiali segue, all’interno, la stessa logica. Le finiture vengono in gran parte rimosse per riportare in evidenza la costruzione originaria, lasciando agli ambienti un carattere volutamente grezzo. Su questo fondo si inseriscono il metallo, il vetro e soprattutto gli elementi di falegnameria realizzati su misura, che organizzano gli spazi senza trasformarli in una sequenza di ambienti rigidamente definiti.
Il legno acquista progressivamente maggiore presenza scendendo verso gli ambienti più raccolti. Nel livello inferiore, il laboratorio di danza assume un carattere quasi opposto alla permeabilità del fronte urbano. Superfici lignee avvolgono lo spazio e ne accentuano la dimensione intima, mentre un soffitto curvo si solleva verso un grande lucernario, portando la luce naturale in profondità. La materia contribuisce così anche a distinguere atmosfere e funzioni, passando dalla ruvidezza delle superfici esistenti al calore del rivestimento in legno.
La continuità dei percorsi lega questi episodi attraverso i tre livelli. Sul retro, il precedente patio del seminterrato viene portato alla quota della strada, producendo un piano pressoché continuo tra fronte e fondo del lotto. Il “gap” non rimane quindi un episodio limitato alla facciata, ma introduce un modo di attraversare l’edificio. In questo modo, soglie, quote e materiali accompagnano il progressivo passaggio dalla città allo spazio retail.