AROUND WATER
Design Continuum

Luce, texture, fragranze e innovazione materica ridefiniscono il bagno come esperienza sensoriale. Con “Design Continuum”, Villeroy & Boch e Ideal Standard hanno presentato alla Design Week un percorso immersivo che anticipa la riapertura del rinnovato showroom di Foro Bonaparte

Nel panorama contemporaneo del design del bagno, sempre più orientato verso esperienze immersive e rituali del benessere, il Gruppo Villeroy & Boch e Ideal Standard ridefinisce il rapporto tra funzione, materia e percezione attraverso una visione condivisa che intreccia heritage industriale, ricerca tecnologica e sensibilità sensoriale. Una direzione che ha trovato espressione durante la Milano Design Week 2026 con “Design Continuum: A Study in Sensory Experience”, installazione immersiva sviluppata insieme a Studio Elastique e concepita come una riflessione sul futuro dello spazio bagno. Oggi interpretato non più come ambiente puramente funzionale ma come ecosistema dinamico, emotivo e in continua evoluzione.

A ospitare il progetto è stato lo showroom di Foro Bonaparte 70 a Milano che, pur ancora interessato da un importante intervento di rinnovamento, è stato temporaneamente trasformato in un laboratorio sperimentale aperto alla città e alla comunità internazionale del design. In attesa della completa riapertura prevista entro l’anno, gli spazi hanno accolto una mise en scène immersiva costruita attraverso luce, proiezioni, superfici tattili, profumi e materia, anticipando la nuova identità dello showroom.

La presenza congiunta dei due brand rappresenta anche un passaggio significativo nel percorso del Gruppo, oggi impegnato a valorizzare identità complementari: da un lato Villeroy & Boch, storica realtà europea fondata su qualità manifatturiera, innovazione ceramica e cultura del progetto. Dall’altro Ideal Standard, marchio internazionale che ha contribuito a definire il linguaggio contemporaneo del bagno attraverso soluzioni intelligenti, versatili e accessibili. Due approcci differenti ma convergenti, accomunati dalla volontà di trasformare il bagno in uno spazio sempre più personale, sensoriale e architettonico.

Il percorso espositivo si sviluppa attraverso cinque ambientazioni interconnesse dedicate ai temi dell’innovazione materica, della continuità formale, della percezione sensoriale, dell’interazione e dell’autenticità artigianale.

Tra i progetti presentati spicca Antao 3D, lavabo sperimentale sviluppato da Design Studio Kaschkasch e realizzato tramite stampa 3D avanzata con ceramica interna riciclata al 100%, esempio concreto di un approccio produttivo orientato alla circolarità e alla trasformazione dello scarto in nuova materia. Accanto alla ricerca tecnologica emergono le Atelier Collections di Ideal Standard firmate da Ludovica Serafini e Roberto Palomba, che reinterpretano codici storici e geometrie archetipiche attraverso proporzioni calibrate, linee essenziali e un design pensato per durare nel tempo.

“La semplicità è la complessità risolta, come disse una volta Constantin Brâncuși”, racconta Roberto Palomba. “Ogni scelta di design conta: non miriamo a sorprendere, ma ad approfondire la funzione e la bellezza di ciò che è essenziale”.

L’esperienza multisensoriale prosegue con Artis Sense, collezione progettata da Christian Haas con palette cromatica di Gesa Hansen, dove superfici tridimensionali e rilievi tattili amplificano la relazione tra luce, colore e percezione dello spazio. La rubinetteria Vea introduce invece una nuova dimensione gestuale nell’interazione con l’acqua grazie alla tecnologia ViPush, che attiva e regola il flusso attraverso pressione e rotazione della manopola, trasformando un gesto quotidiano in un’esperienza più intuitiva e sensoriale.

Chiude il percorso Antao Earth, firmato sempre da Kaschkasch, che attraverso smaltature reattive, finiture materiche e tonalità ispirate agli elementi naturali valorizza l’unicità della ceramica e la componente artigianale del processo produttivo.

Più che una semplice installazione temporanea, “Design Continuum” è diventata la dichiarazione di una visione condivisa: un racconto in cui innovazione, materia e percezione concorrono a ridefinire il bagno come spazio esperienziale, intimo e profondamente contemporaneo.