LIGHTING
Quarant’anni di Costanza

Luceplan celebra Costanza, la lampada disegnata da Paolo Rizzatto, con tre nuovi paralumi che lavorano sulla superficie e sulla diffusione della luce

Costanza, disegnata da Paolo Rizzatto nel 1986 per Luceplan, torna a quarant’anni dalla sua introduzione con un intervento puntuale: tre nuovi paralumi che lavorano sulla superficie e sulla qualità della luce. Un lavoro sottile sulla relazione tra luce e materia, dove il segno diventa parte attiva nella costruzione dell’atmosfera.

Fin dall’inizio, il progetto si è distinto per un approccio che guarda alla tradizione attraverso strumenti contemporanei. Il paralume in policarbonato, leggero e smontabile, e il dimmer a sfioramento hanno introdotto alla fine degli anni 80 una modalità d’uso intuitiva ottenuta per sottrazione, in cui ogni elemento, essenziale al tutto, trova una ragione precisa.

Nel tempo, questa impostazione ha permesso alla collezione di espandersi mantenendo una coerenza riconoscibile. Dalle versioni originarie alle declinazioni successive – Costanzina, Lady Costanza, Grande Costanza – la lampada ha attraversato ambienti e funzioni diverse, dall’ambito domestico agli spazi collettivi, fino all’outdoor.

I nuovi paralumi presentati da Luceplan si inseriscono in questo percorso. La prima proposta suggerisce una plissettatura del paralume, evocando la morbidezza del tessuto attraverso un’illusione ottica. La seconda costruisce una trama modulare di piccoli quadrati suddivisi in triangoli, con variazioni di opacità che emergono quando la luce attraversa la superficie. La terza introduce un ritmo lineare, fatto di segni verticali sottili e ravvicinati, capace di definire una presenza più grafica.

In ciascun caso, il bianco del diffusore acquista profondità, senza perdere quella leggerezza che ha reso Costanza una presenza costante negli interni contemporanei. È un’evoluzione che procede per minime variazioni, mantenendo saldo il carattere originario.

Un oggetto primario che, quarant’anni dopo, si dimostra ancora aperto a interpretazioni diverse, capace di attraversare linguaggi e contesti senza perdere fascino.