Dalla tradizione dei grandi architetti alla ricerca su brevetti e sistemi luminosi. Con Vanità Living lo specchio torna a occupare un ruolo centrale nella progettazione degli interni
In molti progetti di interior lo specchio resta un elemento dato per scontato, risolto come complemento, eppure è spesso uno degli strumenti più efficaci per intervenire sulla percezione dello spazio e lavorare con un impatto immediato sulla profondità e sulla luce.
I grandi maestri lo insegnano. Negli interni di Gio Ponti, la riflessione si legava all’idea di architettura come “cristallo”: pareti, arredi e superfici riflettenti contribuivano a prolungare lo spazio, moltiplicando scorci e profondità attraverso la luce. Con Carlo Scarpa invece, il riflesso entrava nel progetto attraverso i materiali – vetro, metallo, acqua – e nei punti di contatto tra gli elementi, dove la luce si rifrangeva.
Questa profondità ideologica legata alla riflessione continua anche oggi e offre una chiave di lettura efficace per osservare alcune ricerche più recenti, dove lo specchio viene riconsiderato come elemento attivo all’interno dello spazio domestico e contract e non solo come oggetto. È il caso di Vanità Living, brand fondato nel 2023 da Alexander Caruso, che vanta una lunga esperienza nel settore e che con la direzione artistica dell’architetto e designer Massimo Farinatti, indaga il tema dello specchio per reinventarne funzione e forma adattandoli a un uso e a un linguaggio attuali.
Da Gio Ponti a Carlo Scarpa, la riflessione è sempre stata parte dello studio architettonico. Oggi si indaga il tema con specchi che propongono nuove funzioni e forme
L’integrazione tecnologica assume in questa nuova ricerca un ruolo centrale, soprattutto attraverso lo sviluppo di brevetti proprietari. È il caso per esempio, per Vanità Living, delle tecnologie Ghost Mirror e Foggy.
La prima consente allo specchio di presentarsi come una superficie riflettente completamente pulita a luce spenta e di rivelare, solo al momento dell’accensione, affascinanti geometrie luminose. La tecnologia Foggy invece – dalla quale è nata l’omonima collezione sviluppata con lo Studio Adolini, selezionata per l’ADI Design Index 2025 – unita a Ghost Mirror, anima lo specchio di un gradiente sfumato morbido, che ricorda la nebbia appunto, producendo una luce adatta per chi è fotosensibile.
A queste due tecnologie si affiancano poi sistemi che permettono di modulare intensità e temperatura della luce anche tramite comandi smart e vocali, offrendo un’esperienza personalizzabile.
Oggi, brevetti e tecnologia trasformano lo specchio in una superficie evoluta, pensata per interagire sempre più con lo spazio e le persone. Anche con comandi smart e vocali
“Lo specchio ha sempre avuto una dimensione simbolica forte, legata alla storia dell’abitare,” osserva Alexander Caruso. “Oggi lavoriamo perché possa entrare in relazione con l’architettura e le persone in modo ancora più evoluto ed efficace, al di là della sola funzione riflettente. E non parliamo solo di case. Pensiamo ad esempio all’hospitality: lo specchio contribuisce a modificare la percezione delle dimensioni e a definire le atmosfere; un punto cruciale quando si parla di camere d’hotel o altri spazi dell’accoglienza”.
Le collezioni sviluppate dal brand si muovono in questa direzione, superando la funzione tradizionale. Metrica, firmata da Massimo Farinatti, lavora sull’interazione tra superfici riflettenti e struttura metallica, generando una lettura più articolata dello spazio attraverso la luce integrata. I progetti realizzati con Gianmarco Codato e Luciano Trevisiol – tra cui Flirt, Ercole, Poseidone, Marte, Piuma, Luminox, Quarto e GhostWood – esplorano linguaggi differenti, tra geometrie, riferimenti naturali e costruzioni luminose.
“Utilizziamo solo materiali accuratamente selezionati, capaci di garantire solidità strutturale e performance nel tempo” conclude Caruso. “Dalla scelta del vetro alle lavorazioni finali, ogni fase produttiva segue standard elevatissimi. E poi lavoriamo con designer internazionali per creare collezioni originali, sempre attuali, e con al centro le persone. Per portare lo specchio a una nuova sorprendente dimensione”.
Piuma, design Gianmarco Codato e Luciano Trevisiol
Metrica, design Massimo Farinatti
Ercole, design Gianmarco Codato e Luciano Trevisiol
Twister, design Studio Adiolini