Sembrano far parte dell’architettura le sofisticate opere fotografiche di Simone Bossi che ritraggono – e sono esposte – nel flagship store di Coor a Seoul
Esplora la fotografia come un atto di presenza all’interno dello spazio, piuttosto che come sua descrizione. Simone Bossi presenta Presence, allestimento site-specific esposto fino al 31 gennaio 2027 nel flagship store del brand di moda coreano Coor a Seoul.
Progettato da Atelier KHJ, lo showroom – grezzo e materico, minimale e sofisticato – è pensato anche come luogo per interventi artistici ed esposizioni. Qui le opere di Bossi diventano parte dell’architettura stessa.
Il lavoro di Simone Bossi si allontana dalla rappresentazione per concentrarsi sull’esperienza. Lo spazio non viene trattato come un soggetto da documentare, ma come una condizione che circonda e agisce su chi lo vive, plasmandone la percezione.
Frammenti, tracce, sottili variazioni materiche diventano punti di attenzione, capaci di trattenere, far rallentare e spostare la consapevolezza. Attraverso questi gesti minimi, le immagini suggeriscono un altro ritmo dello sguardo.
La fotografia diventa così una soglia in cui lo spazio non viene catturato dall’esterno, ma vissuto dall’interno, invitando lo spettatore a ricollocare e ricomporre questi frammenti attraverso la propria presenza. Le opere di Simone Bossi non occupano semplicemente lo spazio: ne riconfigurano l’esperienza.
L’allestimento di compone di nove stampe su carta di cotone leggera, sostenute da elementi in rovere realizzati su misura, in una tonalità rossastra che risuona con i toni caldi del cemento e rivela un fragile contrasto.
Alcune immagini sono collocate in stretta relazione con i frammenti dell’architettura da cui hanno avuto origine. Si crea così uno spazio nello spazio: una sottile corrispondenza tra ciò che è visibile nella fotografia e ciò che la circonda.