AROUND WATER
Visione trasversale

Nuovi oggetti e accessori per il bagno, uno sgabello e un libro d’autore. Gli ultimi progetti di QuadroDesign fanno emergere la filosofia – sostenibile, creativa, contaminata – di Enrico Magistro

L’acciaio come perno di un’eccellenza produttiva sostenibile, non solo per i rubinetti. E il sostegno a talenti creativi, contaminando la propria immagine – frutto di una curatela colta, calibrata, appassionata – tra design, architettura, fotografia, arte, grafica, editoria.

QuadroDesign è una boutique farm e vuole mantenerne dimensioni, ricercatezza e cura. Al centro l’acciaio inossidabile AISI 316L, materiale ‘chirurgico’ e anima del brand. Ma al centro c’è anche la cultura, quella del progetto e quella visiva.

Una cultura tradotta in segni grafici essenziali e nata da collaborazioni prestigiose e virtuose. Le linee sono pure, le forme sofisticate, la qualità è alta, nei prodotti come nelle iniziative realizzate e propugnate.

Situata sul Lago d’Orta, distretto storico dei rubinetti, QuadroDesign produce miscelatori e accessori in acciaio inossidabile progettati per durare.

È un’azienda giovane. Anagraficamente, perché guidata da due fratelli, Enrico ed Elena Magistro, che hanno traghettato l’impresa di famiglia nella contemporaneità. E nello spirito, perché mette la sostenibilità prima di tutto e progetta tutto di conseguenza: materiali, sistemi produttivi, prodotti, filiera, fabbrica, strategie di vendita e di distribuzione.

Enrico Magistro vanta una formazione ed esperienze lavorative ibride, e si vede in ogni dettaglio. La sua visione aziendale – coerente in tutti gli aspetti ed elementi – è incentrata sulla qualità, del prodotto e dell’ambiente. Ad arricchirla un investimento (per nulla scontato) in ricerca comunicativa e un gusto impeccabile – in (apparente) sottrazione – che abbraccia discipline e ambiti.

I progetti lanciati nel 2026 ne sono una prova tangibile. Una sorta di manifesto di intenti.

Gli accessori per il bagno A14 ideati da Maddalena Casadei, per esempio, rendono ancora più evidente l’impronta di QuadroDesign: ottimizzano ciò che esiste già. Il progetto riduce infatti gli sprechi utilizzando componenti già presenti a catalogo per creare nuovi oggetti e nuove funzioni.

Frutto della collaborazione con il brand Weed’d, la collezione Haze, disegnata da Simone Bonanni, si compone invece tre oggetti. Pensati per la combustione di incensi e legni aromatici, mettono in relazione la precisione dei volumi geometrici in acciaio lavorato a controllo numerico con una dimensione più calda, intima e meditativa.

OG-NM301 è poi lo sgabello nato dalla collaborazione tra QuadroDesign e il marchio NM3. Firmato da Andrea Ferrari, è pensato per gli spazi esterni e per gli ambienti doccia. Una presenza essenziale e resistente che estende il linguaggio materico di QuadroDesign a un oggetto funzionale e trasversale.

Prodotti ma anche allestimenti. Come lo stand del Salone del Mobile 2026 progettato da Giacomo Moor, concepito come una struttura trasformabile, pensata per avere una seconda vita. Al termine della fiera, infatti, è stata smontata, trasferita e riconfigurata in Zambia come architettura permanente per diventare il primo bagno pubblico di Masala.

E non solo. QuadroDesign sconfina dai recinti del design in senso stretto e partecipa anche a un progetto speciale come Centolire Multitools, un’indagine fotografica sull’area attorno alla Borsa di Milano attraverso la ‘voce del metallo’ firmata da Luca A. Caizzi. E per questa pubblicazione Martino Bizzanelli ha disegnato una custodia in acciaio AISI316L – spazzolato in esterno e lasciato volutamente grezzo all’interno – che enfatizza il contatto diretto con la materia.

In ogni ambito, QuadroDesign lavora con studi di design che condividono la sua mission incentrata sul rispetto per l’ambiente. Progettisti – ma anche amici – che condividono la visione etica e creativa di Enrico Magistro. Come Calvi Brambilla, Formafantasma, Finemateria, Philippe Malouin, Luca Papini, Studio Adolini, Hans Thyge Raunkjaer.

E Studio Wok che si è occupato – e continuerà a occuparsi – di diversi progetti volti al restyling degli spazi aziendali interni ed esterni, tra i quali il recupero di una vecchia cabina elettrica.

Perché una visione illuminata ha bisogno di un luogo rappresentativo, stimolante e accogliente dove sentirsi a casa.