Nel flagship store milanese, Stepevi presenta un’installazione firmata dall’artista svedese Alfhild Külper e la nuova collezione Caresse: un progetto che mette al centro percezione, partecipazione e ricerca tessile
Entrando nello showroom milanese di Stepevi – azienda specializzata nella produzione di tappeti di alta gamma – lo sguardo si trova immerso in un paesaggio che sfugge a una definizione precisa. Un organismo tessile multi-forme e multi-colore ricopre ogni superficie del piccolo spazio, richiamando una dimensione onirica e di meraviglia. Il nome dell’installazione creativa è A Softer World; ma è una foresta o una barriera corallina? Lo abbiamo chiesto all’artista che ne ha curato la creazione, Alfhild Külper:
“Forse ho inconsapevolmente riportato nell’opera la magia delle foreste del mio paese, la Svezia” ci racconta, “ma in realtà, più che sulle forme, mi sono concentrata sulle sensazioni che desideravo evocare con questi strani corpi. Volevo esprimere un’emozione di calore e sicurezza, di morbidezza, come quando torni a casa e ti avvolgi in una coperta. Volevo che i visitatori, entrando, si proiettassero immediatamente in un luogo di serenità lontano dalla frenesia. Credo molto nelle energie che riceviamo e restituiamo: anche per questo ho immaginato un’installazione in evoluzione e interattiva, dove le persone sono chiamate a imprimere fisicamente le proprie emozioni sulla tela”.
L’invito è semplice e al tempo stesso carico di implicazioni: raccogliere un ciuffo di filati – scarti di produzione della nuova collezione – associarlo a un ricordo o a una sensazione positiva e inserirlo manualmente e in prima persona nella grande superficie tessile. Un gesto creativo – e se vogliamo spirituale – minimo che si somma a molti altri, fino a definire un’opera collettiva destinata a compiersi solo al termine della settimana.
Un’opera tessile collettiva prende forma giorno dopo giorno al centro dell’installazione, intrecciando energie positive e materiali di scarto
In questo processo, la materia diventa veicolo di percezioni. Il progetto lavora su una dimensione oggi centrale nel dibattito progettuale: quella del neurodesign, inteso come capacità dello spazio di incidere sulle emozioni attraverso stimoli sensoriali.
“Abbiamo pensato lo spazio perché potesse accogliere e amplificare il lavoro dell’artista, ma mettendo al centro la risposta sensoriale delle persone” spiega l’architetto Carolina Nisivoccia, che ha curato il progetto architettonico dello store. “Colore e texture sono in grado di attivare una relazione diretta con chi attraversa l’installazione. È neuroprogettazione: un tema di grande rilievo, soprattutto nel mondo dell’accoglienza e negli spazi collettivi”.
In questo contesto si inserisce anche la nuova collezione Caresse: una serie che lavora su superfici fluide e tonalità sfumate, dove il colore si distribuisce come una pennellata leggera, generando profondità e movimento.
Le cinque varianti cromatiche – Blush, Amber, Ocean, Lavender e Desert – definiscono altrettanti scenari visivi, pensati per dialogare con lo spazio attraverso passaggi graduali e una percezione morbida della materia.
Il risultato è un ambiente che si allontana dal ritmo esterno della città e propone una diversa modalità di fruizione: più lenta, più fisica e attenta alle sensazioni. Un luogo in cui il visitatore lascia una traccia e, allo stesso tempo, viene influenzato da ciò che lo circonda.
“L’Europa rappresenta oggi un territorio fondamentale per noi, anche grazie alla presenza di nostri showroom dedicati che ci permettono di dare vita a relazioni dirette con architetti e clienti” commenta Ayşegül Yürekli Şengör, Co-founder e Presidente di Stepevi. “L’Italia in particolare sta mostrando un’energia significativa, con progetti importanti attualmente in sviluppo – tutti con soluzioni custom made – come il prossimo Six Senses di Milano”.
Una foto dell'installazione nello showroom di via Dell'Orso
La nuova collezione Caresse