Around Water
Undesigning the bath

Più che un libro di design, Undesigning the Bath di Leonard Koren è una riflessione sull’esperienza umana. Dove l’autore mette in discussione l’ego del progettista e celebra bagni capaci di riconnettere corpo, mente e natura attraverso il piacere dell’acqua

Undesigning the Bath di Leonard Koren – edito da Blunk Books – è un libro anomalo, laterale, volutamente controcorrente. Pubblicato per la prima volta negli Anni 90, continua a risultare sorprendentemente attuale perché non parla semplicemente di bagni, architettura o design, ma mette in discussione l’idea stessa di progetto quando questo si confronta con l’esperienza intima, sensoriale e simbolica dell’essere umano.

Il bagno, luogo quotidiano e apparentemente banale, diventa per Koren un campo di battaglia culturale: da una parte la razionalità tecnologica, l’efficienza, l’estetica industriale; dall’altra il corpo, il tempo lento, la memoria arcaica dell’acqua, del calore, della purificazione. Il punto di partenza è tanto semplice quanto radicale: i designer, e in particolare gli architetti, raramente sanno creare grandi bagni.

Da una parte la razionalità tecnologica, l’efficienza, l’estetica industriale. Dall’altra il corpo, il tempo lento, la memoria arcaica dell’acqua, del calore, della purificazione

Non per mancanza di competenze tecniche, ma per un’impostazione mentale inadatta. Koren critica la tendenza del design contemporaneo a ridurre l’esperienza del bagno a un assemblaggio di oggetti funzionali – sanitari, rubinetterie, superfici impermeabili – concepiti secondo criteri di ergonomia, chiarezza d’uso e coerenza stilistica. Tutti valori legittimi, ma secondari rispetto a ciò che rende un bagno davvero memorabile: la capacità di generare piacere, abbandono, riconciliazione tra mente e corpo.

Per l’autore, il bagno non è uno spazio da “guardare”, ma un ambiente da vivere con tutti i sensi. È un’esperienza eminentemente soggettiva, non misurabile, che sfugge alle griglie analitiche della progettazione moderna. Un grande bagno è quello che sospende il tempo, che permette di dimenticare il mondo meccanico degli orologi e delle prestazioni, e riconnette l’individuo ai propri ritmi biologici.

Il calore e il freddo, il contatto con materiali naturali, il silenzio o i suoni dell’acqua, persino una certa dose di imperfezione contribuiscono a creare una qualità quasi rituale del bagno, vicina al sacro. Koren insiste molto sul carattere simbolico e archetipico del bagno. L’acqua non è solo un mezzo per pulirsi, ma un elemento carico di significati: rinascita, purificazione, regressione, piacere. In questo senso, i bagni più riusciti sono quelli che conservano un legame con la natura e con pratiche antiche: le terme, i bagni tribali, le sorgenti naturali.

Un testo prezioso non solo per architetti e designer, ma per chiunque sia interessato a ripensare il rapporto tra corpo, spazio e quotidianità

Anche quando il bagno è costruito dall’uomo, dovrebbe sembrare “trovato” più che progettato, come se fosse sempre stato lì. Da qui nasce l’idea centrale di undesign: non un rifiuto totale del progetto, ma un atteggiamento di sottrazione, di ascolto, di rinuncia all’ego del creatore. Koren diffida dell’architetto-star, dell’estetica spettacolare, dell’ossessione per l’immagine fotografica.

I grandi bagni, scrive, non devono stupire né intimidire, devono accogliere. Richiedono empatia, discrezione, attenzione alle sfumature più che ai gesti eclatanti. In questo senso, l’autore arriva a suggerire che il miglior “progettista” di bagni sia spesso il non-designer: l’artista, l’artigiano, l’abitante stesso, o addirittura la natura, lasciata agire nel tempo.

“I grandi bagni non devono stupire né intimidire, devono accogliere. Richiedono empatia, discrezione, attenzione alle sfumature più che ai gesti eclatanti” – Leonard Koren

Non si tratta di un manuale pratico, ma di una mappa sensibile, utile a riorientare lo sguardo. Il bagno diventa un rito informativo, capace di risvegliare la consapevolezza del corpo e del sé, un luogo dove possono avvenire piccole epifanie quotidiane. Lo stile del libro rispecchia perfettamente il suo contenuto: frammentario, meditativo, anti-accademico. Non offre soluzioni standard, ma invita il lettore a diffidare delle soluzioni preconfezionate.

È un libro che non insegna “come fare un bagno”, bensì come pensare – o meglio sentire – il bagno in modo diverso. Leonard Koren critica la cultura del progetto quando questa perde contatto con l’esperienza umana più elementare. Parlare di bagni diventa così un pretesto per parlare di intimità, spiritualità, tempo, natura e limiti del design moderno. Un testo prezioso non solo per architetti e designer, ma per chiunque sia interessato a ripensare il rapporto tra corpo, spazio e quotidianità.

Questo articolo è estratto da Around Water 11. Sfoglia il magazine