Dalle risonanze mnestiche e dalle percezioni mutevoli, le opere manipolate, intrecciate e tessute da Valentina De’ Mathà abitano e illuminano gli spazi affrescati di Collezione YVN, nello storico Palazzo Agliardi di Bergamo
Nate da un’indagine autobiografica intima, stratificata, in costante elaborazione, le opere di Valentina De’ Mathà reinterpretano frammenti di memoria tramite tessiture intrecciate, dipinte, riassemblate e rimandi alla fotografia analogica. Fino a settembre 2026, la personale Sulla persistenza imperfetta delle cose amate abita – illumina, scompone, fluidifica – gli spazi di un appartamento nobile, rifinito e affrescato, sede di Collezione YVN, situato nello storico Palazzo Agliardi di Bergamo.
Attraverso una pratica multidisciplinare, l’artista nata in Abruzzo e residente in Svizzera si concentra su una memoria nostalgica ma riformulata, intesa come esperienza emotiva inconscia. Si interessa ai processi di mutevolezza e alla perdita di controllo, che analizza attraverso una continua decostruzione e ricostruzione, sia formale sia concettuale. I suoi sono gesti reiterati di fare e disfare.
Valentina De’ Mathà utilizza materiali legati alla fotografia analogica, declinati in forme morbide e traslucenti che richiamano le pellicole, e alla tessitura, reinterpretata con il suo vissuto, famigliare e territoriale. Il suo lavoro si muove entro una visione dialettica tra ciò che tentiamo di preservare e ciò che inevitabilmente scivola via, mutando costantemente in una forma altra.
L’esposizione a Palazzo Agliardi si articola attraverso una selezione di opere realizzate dall’artista tra il 2009 e il 2026. Il percorso definisce un dialogo riecheggiante nei decori e nei materiali che adornano gli spazi donando una luce liquida, scomposta, poliedrica agli ambienti.
Da installazioni, sculture, opere pittoriche, libri d’artista e video emergono immagini simboliche e ricorrenti che rimandano all’archetipo della casa. Non solo come luogo fisico e vissuto, ma spazio mentale, affettivo, psichico. La casa d’infanzia dell’artista rappresenta infatti il centro emotivo da cui si irradiano i ricordi. In bilico tra senso di appartenenza e ciò da cui vogliamo fuggire.
Le opere intrecciate simboleggiano anche i tentativi di tenere insieme i pezzi della propria esistenza, che riemergono in superficie in tracce emozionali disordinate, aggrovigliate e sfilacciate. Sulle superfici fluide e sfaccettate di fasce sospese che paiono dispiegarsi da vecchi rullini tentano di aggrapparsi ricordi instabili e scivolosi, che si ridefiniscono continuamente in un gioco di trasparenze cangianti.
Il risultato è un’esperienza espositiva mnestica costruita per risonanze e configurata come un intreccio di narrazioni metaforiche e processi percettivi instabili. Un vissuto sempre aperto, quello di Valentina De’ Mathà, che impone di essere costantemente rielaborato.
Sulla persistenza imperfetta delle cose amate, fino a settembre 2026
Palazzo Agliardi, via Pignolo 86, Bergamo
per info e appuntamenti: art@collezioneyvn.com