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More plants, more life

“Non abbiamo formule né ricette segrete”. Comincia così il viaggio dentro Vannucci Piante, nel cuore del distretto vivaistico di Pistoia. Un racconto fatto di ricerca, sostenibilità – quella vera – e di un verde sempre più centrale nelle nostre vite

La Toscana è una delle capitali italiane del florovivaismo. Qui si contano oltre 1.500 aziende del settore e la maggior parte si concentra nella provincia di Pistoia, che ospita il distretto vivaistico più grande d’Europa: circa 3.500 ettari coltivati e oltre 1.400 vivai specializzati in piante ornamentali. Non è difficile capirne il motivo. Pistoia si trova infatti in una conca naturale dal terreno ricco d’acqua e particolarmente favorevole alla vegetazione, protetta da una cintura collinare che ripara dal vento e caratterizzata da un clima mite e piovoso.

È qui che siamo stati accolti da Vannucci Piante, azienda simbolo dell’eccellenza vivaistica italiana. “Il vivaio è come la cucina appena finito di pranzare: molto in disordine”, ci dice sorridendo la famiglia Vannucci. Una frase ironica, ma anche rivelatrice: dietro quel “disordine” si muove infatti una macchina produttiva enorme, fatta di ricerca, organizzazione e cura quotidiana. “Non abbiamo formule né ricette segrete”, raccontano. “La nostra curiosità, la voglia di sperimentare e anche i nostri errori sono la nostra forza”.

Fondata nel 1938 da Vannino Vannucci senior e oggi arrivata alla quarta generazione, l’azienda rappresenta uno dei principali punti di riferimento europei nel settore delle piante ornamentali da esterno. La sua visione è racchiusa nel motto “More Plants, More Life”: fare del verde un elemento essenziale della qualità della vita e della progettazione contemporanea. Una filosofia che negli anni si è tradotta in numeri importanti: oltre 600 ettari di vivai, più di 3.000 varietà di piante, una presenza in 60 paesi e un mercato che per il 95% si sviluppa all’estero, soprattutto in Europa tra Francia, Germania e Regno Unito.

Passeggiando tra distese di alberi, arbusti, graminacee, palme, agrumi e piante ornamentali, si comprende subito come oggi il verde non sia più considerato soltanto un elemento decorativo. “Le piante sono un materiale da costruzione come il vetro o il legno”, ci spiegano. Per questo architetti, paesaggisti e designer guardano sempre di più al mondo vivaistico come a uno strumento progettuale. Vannucci Piante lavora infatti con hotel, resort, spazi pubblici, sedi aziendali e grandi eventi internazionali: dalle Olimpiadi agli Expo, fino ai parchi tematici come Shanghai Disneyland, Eurodisney a Parigi o Ferrariland in Spagna.

Dietro questa dimensione internazionale rimane però fortissimo il legame con la tradizione agricola del territorio. “La nostra forza è essere produttori di piante e immetterle sul mercato ogni anno”, continuano. Un sapere che nasce dalla coltivazione dei nonni e che nel tempo si è evoluto grazie alla sperimentazione e alla tecnologia. Le piante vengono coltivate in piena terra o in vaso, fatte maturare, monitorate costantemente e adattate a contesti climatici e architettonici diversi. Un lavoro complesso, dove nulla può essere lasciato al caso.

Eppure, nonostante la struttura imponente dell’azienda, ciò che colpisce è soprattutto l’approccio umano e quasi “esplorativo” con cui viene raccontato il rapporto con il verde. “Le piante, essendo materia viva, aprono scenari inesplorati. È un po’ come il viaggio di Colombo: parti pensando di arrivare nelle Indie e invece arrivi in America”. Una frase che restituisce bene l’idea di un settore in continua evoluzione, dove sostenibilità e innovazione non si limitano al riciclo o all’efficienza produttiva, ma diventano ricerca di nuove possibilità.

Negli ultimi anni, infatti, l’azienda ha investito in vasi in plastica riciclata e riciclabile, nel risparmio idrico e nel compostaggio degli scarti vegetali. Le certificazioni internazionali ottenute – dalla GLOBALG.A.P. alla ISO 14001 – confermano un impegno concreto lungo tutta la filiera produttiva. Ma sostenibilità, qui, significa anche costruire un nuovo rapporto culturale con la natura.

Non a caso Vannucci guarda sempre più oltre il semplice vivaio. Ne sono un esempio il Design Park, il Pistoia Nursery Park e il Pistoia Nursery Campus: tre progetti pensati per trasformare il verde in esperienza, formazione e ispirazione. Il Design Park è uno spazio dedicato a progettisti e designer, dove le piante vengono disposte come elementi architettonici all’interno di un vero e proprio paesaggio contemporaneo. Il Pistoia Nursery Park, invece, offre ai professionisti un’immersione tra esemplari di pronto effetto, mentre il Nursery Campus nasce come un green resort dedicato a eventi, ricerca e formazione.

Anche il modo di vivere il giardino sta cambiando. Ce lo raccontano osservando le nuove tendenze: meno geometrie rigide, più naturalezza, più spontaneità. “Il giardino oggi è molto più wild”, spiegano. Un verde meno artificiale e più vicino ai ritmi della natura, capace di rispondere a un bisogno che oggi sembra diventato collettivo.

Perché il verde, ormai, non è più – o forse non è mai stato – soltanto una questione estetica. Sempre più persone cercano nella natura un rifugio, un luogo quotidiano di silenzio e rigenerazione. Il contatto con gli spazi verdi migliora l’umore, riduce lo stress, favorisce il recupero psicofisico e restituisce una sensazione di appartenenza a qualcosa di più grande. In un tempo dominato dalla velocità e dall’iperconnessione, forse è anche per questo che le piante stanno tornando al centro delle nostre città, delle case e dei progetti architettonici: non come semplice ornamento, ma come presenza viva e necessaria.