Triennale Milano presenta la mostra White Out, che alla vigilia delle olimpiadi esplora gli sport invernali come laboratorio di design e innovazione tecnologica. Un percorso curato da Konstantin Grcic e Marco Sammicheli
Fino al 15 marzo 2026 Triennale Milano presenta White Out. The Future of Winter Sports, una mostra che indaga il rapporto tra sport invernali, design e trasformazioni climatiche. L’esposizione rientra nel programma dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026.
Curata da Konstantin Grcic e Marco Sammicheli, direttore del Museo del Design Italiano di Triennale Milano, la mostra si sviluppa negli spazi della Design Platform, recentemente riconfigurati al piano terra del Palazzo dell’Arte, con affaccio sul giardino e un allestimento firmato da Konstantin Grcic Design.
Il titolo White Out rimanda al fenomeno ottico che in alta quota annulla i punti di riferimento visivi, quando cielo e paesaggio innevato si fondono in un’unica superficie. Questa condizione estrema diventa la chiave concettuale della mostra, che riflette sul ruolo del design nella progettazione di attrezzature, infrastrutture e tecnologie capaci di operare in ambienti sempre più instabili.
Il percorso espositivo si articola in nove sezioni tematiche e riunisce circa duecento oggetti progettati tra il 1938 e il 2026. Sci, snowboard, maschere, guanti, scarponi, dispositivi di sicurezza, protesi, produzioni multimediali e progetti architettonici raccontano l’evoluzione degli sport invernali nel corso degli anni.
Grande attenzione è dedicata ai materiali, ai processi produttivi e alle innovazioni tecnologiche che migliorano prestazioni e sicurezza, mettendo in luce il contributo del design nell’affrontare le sfide poste dal cambiamento climatico.
Il design emerge così come strumento di adattamento, capace di immaginare nuovi equilibri tra corpo, tecnica e ambiente. Tra i protagonisti in mostra figurano, tra gli altri, Charlotte Perriand, Pierre Jeanneret, Carlo Mollino, Philippe Fragnière, Nicolas Ghesquière, Axel Rezab e Antonio Faullin.
Per maggiori informazioni sulla mostra visitare il sito Triennale Milano