SHOWROOM
Scatola purista

Barre in ottone naturale e cabinet mobili disegnano il nuovo showroom Zucchetti in centro a Milano. Uno spazio pensato per durare, in grado di mutare senza interventi invasivi

Zucchetti inaugura il suo showroom milanese in Corso Venezia 29, vicino a piazza San Babila e via Montenapoleone, riportando l’attenzione su una presenza storica nel settore della rubinetteria. Fondato nel 1929, il marchio ha attraversato quasi un secolo di trasformazioni del bagno contemporaneo, mantenendo una forte impronta progettuale. Il nuovo spazio ambisce a diventare luogo di confronto stabile per architetti e progettisti.

Lo showroom Zucchetti, firmato da Matteo Fiorini con Studio Lys, prende forma come – per citare gli stessi progettisti – “una scatola neutra ispirata ai negozi di Carlo Scarpa per Olivetti”. Uno sfondo essenziale, purista e luminoso, prepara l’incontro con gli oggetti senza sovraccaricare lo spazio. Su questa base si innesta una seconda architettura composta da barre in ottone naturale: un sistema leggero e continuo che richiama la materia prima della produzione e introduce un principio chiave, quello della trasformabilità.

“Per progettare lo spazio abbiamo tratto ispirazione dai negozi di Carlo Scarpa per Olivetti” – Matteo Fiorini

Le staffe e le barre consentono infatti di riconfigurare rapidamente l’allestimento, distinguendo gli elementi stabili da quelli destinati a cambiare nel tempo. Senza interventi di muratura invasivi. “La disposizione delle barre genera una cornice dinamica che permette di modulare gli elementi espositivi”, spiega Fiorini. È un approccio che riduce l’impiego di risorse e limita i costi di aggiornamento, estendendo il ciclo di vita dello showroom, secondo un green-thinking attuale e di grande valore.

Al centro, cabinet su ruote compongono una costellazione mobile, pronti a essere spostati e riorganizzati secondo necessità. La flessibilità diventa così una scelta culturale prima ancora che funzionale: lo spazio è predisposto a ospitare incontri, appuntamenti multidisciplinari, dialoghi con la città. “Abbiamo immaginato un luogo che sostenga la cultura del progetto e favorisca l’incontro naturale tra idee e competenze tecniche”, afferma Elena Zucchetti, ceo dell’azienda.

In un contesto in cui molte installazioni hanno il respiro breve dell’evento, lo showroom milanese di Zucchetti sceglie una traiettoria diversa, proponendosi come organismo aperto, capace di evolversi, senza mai consumarsi. Che poi, è il senso più profondo del progetto.