HOTEL
The wandering walls

Grace Cheung, dello studio XRange Architects, progetta un bed and breakfast sulla costa taiwanese. Pensando il cemento come una massa fluida

Sulla costa orientale di Taiwan, una collina affacciata sull’oceano ospita The Wandering Walls, piccolo bed and breakfast firmato XRange Architects. Tre nastri di mura in cemento sovrapposte curvano seguendo il profilo del terreno, assecondandolo e disegnando una sequenza di spazi pubblici e privati che si intrecciano con i boschi di acacie e con la linea turchese dell’acqua, all’orizzonte.

La scelta del cemento nasce da condizioni ambientali severe, tra perturbazioni frequenti, nebbia salina ed esposizione diretta ai venti. Il materiale, tuttavia, è qui trattato in modo plastico: le superfici curve, con una tessitura lasciata grezza dalle casseforme in legno riciclato, producono infatti un’atmosfera più gentile, raccolta, affine alla quiete suggerita dal luogo.

L’impianto sfrutta sapientemente le pareti come dispositivi climatici: generano ombra, intercettano le correnti, creano zone riparate e contribuiscono alla ventilazione naturale. In alcuni punti, poi, generano intercapedini d’aria che, come casse di risonanza, amplificano il suono del fruscio delle acacie e dei cinguettiii degli uccelli, enfatizzando il senso di connessione tra gli ospiti e la natura.

L’edificio si appoggia al margine della foresta, preservata integralmente evitando interventi invasivi sul terreno. Da un lato ampie vetrate si aprono verso campagna e mare, dall’altro il fronte esposto ai venti rimane compatto, per proteggere gli ambienti interni. Sul tetto, una piscina a sfioro si slancia verso l’oceano: l’acqua, filtrata senza additivi, proviene da un laghetto naturale nelle adiacenze riservato alla sosta della fauna locale.

Con il passare del tempo, il cemento a vista sta già assumendo le tonalità dell’ambiente: la salsedine, l’umidità e la vicinanza alla vegetazione ne stanno velando la superficie, trasformandone le cromie. È un processo lento, che accompagna il ritmo del luogo e renderà l’architettura sempre più parte del paesaggio che la accoglie.

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