HOTEL
Jnane Rumi

Una residenza d’autore rinasce come Jnane Rumi. Un progetto colto che intreccia arte, architettura e la ricchezza della storia millenaria marocchina

Circondato da oltre centocinquanta palme, ulivi e pistacchi secolari, all’ombra della lussureggiante oasi Palmeraie, Jnane Rumi è un rifugio di quiete lontano dal frastuono della medina. Nascosto dietro alti muri color ocra, nel prestigioso Triangle d’Or – il quartiere del lusso di Marrakech –, il nuovo indirizzo propone una formula di ospitalità evoluta che avvicina storia, benessere, cultura e ricerca artistica.

A innamorarsi della dimora e dei suoi giardini è stata una coppia olandese, avvocato d’arte lui e scultrice lei. L’architetto Nicolas Bodé e il creativo belga Jacques van Nieuwerburgh ne hanno poi guidato il restauro nel rispetto dell’anima originaria della struttura, firmata da Charles Boccara, simbolo dell’architettura locale e celebre per aver dato i natali al Marrakech Theatre Royal.

L’edificio attinge in modo elegante dal linguaggio opulento della tradizione marocchina: dettagli geometrici e arabeschi, motivi moreschi che si ripetono su stucchi e legni intagliati. Gli archi, cifra distintiva dell’eredità islamica, creano tra sale e porticati una cadenza visiva che unisce ambienti e prospettive.

Dettagli geometrici e arabeschi, motivi moreschi su stucchi, legni intagliati e ceramiche creano una cadenza visiva che rivela la ricchezza dell’architettura marocchina

La luce, filtrata da griglie traforate e ampie finestre, scivola sulle superfici in tadelakt – un intonaco tradizionale a base di calce – e sugli zellige, animando l’edificio con ombre e bagliori sempre diversi. Al centro della composizione, patii e cortili stabiliscono un dialogo costante tra interno ed esterno; qui, il suono delle fontane e il fruscio delle foglie creano un’esperienza sensoriale pacata e poetica.

In questo contesto stratificato trova spazio il progetto d’interior di Mina Abouzahra, che attraverso un uso sapiente dei materiali compone uno storybook della cultura marocchina: tappeti e ceramiche berberi, poltrone in rattan, pavimenti naturali Chevron e arredi modernisti convivono in un dialogo fluido e spontaneo.

Tappeti berberi vintage, ceramiche artigianali, poltrone in rattan e arredi modernisti convivono in un dialogo spontaneo, componendo uno storybook della cultura locale

Distribuite fra la villa principale, tre padiglioni immersi nel giardino e una dépendance con piscina privata, le undici suite di Jnane Rumi offrono ciascuna una diversa interpretazione della bellezza marocchina, accostando pezzi d’antiquariato e design contemporaneo in un intreccio di influenze moresche, andaluse, gotiche, rinascimentali e barocche, con incursioni di colore più misurate o più accentuate. Gli spazi comuni ampliano l’esperienza sensoriale con un hammam, una massage room, una biblioteca e una grande piscina che si apre verso il giardino.

Cuore pulsante dell’hotel è la collezione d’arte in continua evoluzione, curata dal consulente creativo Samy Snoussi, che riunisce alcuni dei più interessanti artisti nordafricani contemporanei affiancati da nomi europei. Tele e fotografie popolano ogni angolo della struttura e restituiscono l’idea di una destinazione lontana dall’immaginario del classico hotel, e più vicina a un rifugio d’arte e di contemplazione.

La collezione d’arte in continua evoluzione, curata da Samy Snoussi, trasforma Jnane Rumi in un rifugio d’arte e di contemplazione

A completare l’esperienza, l’offerta gastronomica della chef Karin Gaasterland, che interpreta con sensibilità contemporanea la cucina franco-marocchina. In una città da sempre riconosciuta per la sua eredità artistica e per il forte senso di comunità, Jnane Rumi rappresenta un manifesto di ospitalità autentica, capace di celebrare la cultura locale e renderla immortale.

Questo articolo è estratto da Guest 39. Sfoglia il magazine