Nel quartiere di Belgravia, studio Banda firma un piccolo gioiello di rigore e misura. Un progetto in equilibrio tra memoria dell’architettura georgiana e sensibilità contemporanea. Che definisce una nuova idea di “quiet luxury”
Nel quartiere più riservato di Londra, Belgravia, si trova Whistler Square Townhouse, un’abitazione realizzata dallo studio di design Banda all’interno dell’esclusivo complesso di Chelsea Barracks. Il progetto, firmato da Edo Mapelli Mozzi, founder dello studio, rappresenta un esercizio di equilibrio tra memoria e innovazione, dove l’eleganza georgiana incontra un lessico contemporaneo fatto di proporzioni, luce e materia.
La casa a schiera sorge in un contesto di cinque acri di giardini paesaggistici, condizione rara nel denso tessuto urbano della capitale. L’ampio respiro degli spazi esterni si riflette negli interni, in cui ambienti ariosi e altezze generose consentono al team di Banda di articolare una sequenza di ambienti in continuità visiva e materica, dove il flusso è calibrato come un racconto.
Le proporzioni classiche del linguaggio georgiano — simmetria, ordine e misura — formano la base di un progetto che interpreta la tradizione in chiave attuale. Le facciate in pietra Portland e le lavorazioni artigianali rimandano alla solidità costruttiva di un’epoca, ma l’interno è una composizione di volumi essenziali e superfici tattili.
Banda introduce un registro tonale controllato: blu profondo, rosso vino, sabbia e bruno enfatizzano una presenza materica sobria e maschile, che il legno e i metalli attenuano con calore. Il linguaggio dell’arredo segue la stessa logica di equilibrio tra monumentalità e intimità.
Ogni pezzo è scelto o disegnato per la sua forza scultorea e per la relazione che instaura con lo spazio. Nel soggiorno, il divano, con le sue forme organiche, dialoga con il tavolo in microcemento disegnato da Banda. Nella sala da pranzo, le poltrone Cassandre di Maxime Boutillier e un tavolo in travertino formano un nucleo che unisce struttura e morbidezza. Tutto è disposto con un rigore quasi museale, ma per generare domesticità, non distacco.
“Per noi questi non sono solo mobili, ma eredità future”, spiega Mapelli Mozzi, sottolineando come il progetto miri a costruire una relazione duratura tra materia, memoria e uso quotidiano. Gli arredi convivono con opere d’arte selezionate per la loro capacità di attivare una risposta emotiva. Le superfici stratificate di Matthias Fabre, la scultura murale di Rebecca Charlez, la forza iconica del Horse Tamer di Anton Byrne Carter. Si tratta di un’intesa silenziosa tra arte e architettura, una scenografia abitata che non rappresenta ma vive lo spazio.
La camera padronale esprime un’intimità costruita su tonalità profonde e materiali caldi. Il letto in radica di noce, il divano danese rivestito in velluto blu reale e le applique in bronzo dialogano con il tappeto in lana Stark e i lampadari in vetro di Murano, componendo un’atmosfera densa, raccolta. Ogni elemento è calibrato per suggerire quiete, senza nessuna ostentazione.
La spazialità della casa alterna luminosità e densità, caldo e freddo, lucentezza e opacità, in un racconto che scorre come una sequenza cinematografica. L’organizzazione planimetrica — più ampia rispetto allo standard belgraviano — consente libertà visiva e fluidità di movimento. Come in una galleria, ogni stanza si distingue, ma il percorso rimane coerente.
Il piano superiore, con il suo gusto per gli Anni 70, rompe la compostezza degli spazi e introduce un linguaggio più giocoso: i divani modulari DS600 di De Sede, le poltrone in rovere di Pierre Augustin Rose e le applique in ceramica di Sarah Nedovic costruiscono un’atmosfera più libera, quasi sospesa tra memoria e invenzione.
Whistler Square Townhouse sintetizza perfettamente la filosofia di Banda: una ricerca costante di qualità materica, proporzione e artigianalità, unita a una visione del lusso che coincide sempre con la discrezione. Un progetto esemplare che fonde l’eredità architettonica di Belgravia con la tensione moderna verso la purezza delle forme e le funzionalità del vivere quotidiano.