CASE
Villa Ottsjö

Nell’innevato paesaggio svedese, studio Note firma una casa pensata per resistere a condizioni climatiche estreme. Con tre volumi con tetto a falde disposti in sequenza lungo il terreno scosceso che rielaborano l’archetipo nordico della baita

Tra le montagne nel nord della Svezia, Villa Ottsjö nasce come risposta diretta a un paesaggio severo e a condizioni climatiche estreme. La casa, progettata dallo studio di architettura Note, si adagia su un terreno scosceso e segue con precisione le curve naturali del sito.

Il progetto rielabora l’archetipo nordico della baita e del fienile con un linguaggio essenziale e contemporaneo e definisce tre volumi identici con tetto a falde che emergono dal suolo e costruiscono una sequenza compatta.

L’impianto spaziale nasce dal dialogo con il luogo e dalla necessità di valorizzare la luce durante l’intera giornata. Per raggiungere questo obiettivo i tre volumi a due falde sono disposti in una fila sfalsata, in modo che ogni blocco possa beneficiare sia della luce solare durante tutto il giorno sia della vista sulle montagne a est.

Il primo volume accoglie ingresso, locali tecnici e servizi. Quello centrale ospita la cucina e la zona pranzo a doppia altezza, vero centro della vita domestica. Il terzo corpo, invece, contiene il soggiorno, più raccolto e rivolto verso il paesaggio.

Al piano superiore, due camere occupano le estremità della villa. Un ponte interno le collega attraversando lo spazio della zona pranzo e trasforma il percorso in un’esperienza condivisa. “La circolazione assume un valore sociale”, spiegano gli architetti “e favorisce relazione e dialogo tra gli abitanti della casa”.

Il progetto, infatti, costruisce un percorso che dall’ingresso conduce con fluidità fino alla camera padronale, dotata di una profonda nicchia finestrata orientata a est.

Materiali e dettagli definiscono l’identità architettonica della villa e il suo legame con il territorio. Il rivestimento esterno utilizza pino svedese proveniente da foreste situate a circa 140 chilometri dal sito. E all’interno lo stesso pino riveste anche pareti e soffitti, mentre il metallo caratterizza la cucina e le coperture. I bagni, invece, sono rivestiti con marmo norvegese, estratto oltre la catena montuosa, come contrappunto materico.

La selezione dei materiali risponde a criteri di durabilità, sostenibilità e coerenza climatica, mentre tetti con una forte pendenza gestiscono carichi di neve importanti e definiscono silhouette e morfologia dell’edificio.