CASE
Glendower House

A Los Angeles, una casa spagnola degli Anni 20 prende nuova forma grazie all’intervento di studio 22RE. Dove archi, volte, legno di ciliegio e travertino dialogano con una selezione di arredi del modernismo europeo

Nel quartiere di Los Feliz, a Los Angeles, una residenza degli Anni 20 torna a vivere attraverso un intervento che coniuga rigore progettuale e sensibilità storica. Glendower, firmata dallo studio californiano 22RE, nasce dalla trasformazione di una Spanish house del 1920. Ampliata e reinterpretata per rispondere alle esigenze dell’abitare contemporaneo senza rinunciare alla propria identità originaria.

L’abitazione, inizialmente di 370 metri quadrati, raggiunge i 560 metri quadrati grazie a una nuova estensione che dialoga con l’esistente attraverso proporzioni, materiali e dettagli coerenti con il contesto architettonico e urbano.

La facciata, solida e misurata, apre su un atrio dominato da una scala curva che accompagna lo sguardo verso l’alto con un movimento fluido. Le vetrate istoriate originali, integrate da nuovi pannelli disegnati su misura, filtrano la luce e costruiscono una sequenza spaziale che conduce al fulcro della casa: il soggiorno circolare ribassato.

Qui, modanature in gesso, archi a volta e un soffitto ligneo intagliato definiscono uno spazio raccolto e scenografico, che rafforza l’impronta mediterranea dell’ambiente.

Il progetto si fonda su una ricerca attenta della continuità tra epoche diverse. I collegamenti tra la struttura storica e l’ampliamento avvengono attraverso piccoli elementi architettonici circolari, definiti dallo studio “portali”. Archi e volte che accompagnano il passaggio tra vecchio e nuovo in modo quasi impercettibile.

“Materiali e superfici giocano un ruolo centrale nella definizione dell’atmosfera”, spiega Dean Levin, founder di 22RE. Le pareti intonacate a mano catturano la luce in gradienti morbidi, mentre i pavimenti alternano legno di ciliegio, travertino rosso, pietra romana e marmo.

La cucina assume un ruolo centrale nella vita domestica, grazie all’isola e ai piani in travertino rosso, accostati a mobili in noce che rafforzano la palette calda dell’abitazione.

Nei bagni per gli ospiti, ogni ambiente adotta una composizione ceramica distinta, capace di introdurre variazioni cromatiche e tattili. La suite padronale sceglie invece un linguaggio più essenziale, con richiami alla dimensione della spa e materiali naturali dalle tonalità sabbiose.

Sedute integrate, boiserie e lampade in gesso realizzate su disegno sottolineano l’attenzione artigianale dello studio, mentre l’estetica mediterranea dialoga con una selezione misurata di arredi del modernismo europeo. Pezzi del XX secolo di Fritz Henningsen, Alvar Aalto, Hans Bergström e Tito Agnoli, infatti, introducono una nota di carattere.

In tutta la casa, il linguaggio architettonico attinge alle tradizionali influenze spagnole mediterranee, da Maiorca al sud della Francia fino all’Italia, intrecciandole con riferimenti ai primi architetti di Los Angeles, come Theodore J. Scott. “Abbiamo lavorato per preservare lo spirito originario della casa, introducendo nuovi elementi capaci di dialogare con la sua storia”, racconta Levin.

Entrando nella residenza, infatti, le espressioni romantiche del colonialismo spagnolo avvolgono gli spazi con naturalezza. Glendower restituisce così un equilibrio misurato tra memoria e trasformazione, dove l’architettura storica accoglie nuove esigenze abitative senza perdere coerenza.