Con l’hotel Libertad 1416, a Guadalajara, studio Baja rigenera una dimora degli Anni 20. Un restauro tattile, dove adobe e mattone nudo dialogano con innesti contemporanei e cromie rosate
Nel centro storico di Guadalajara, Libertad 1416 è un boutique hotel affacciato sulla via omonima, nato da un’opera di riqualificazione firmata Baja Architectural Design. Il progetto ha regalato nuova vita a una residenza degli Anni 20 attraverso un intervento misurato, fondato sul dialogo tra conservazione e innesto contemporaneo.
Su un lotto di 700 metri quadrati, l’albergo è il risultato di un processo di rigenerazione urbana condiviso con INAH (l’istituto per la tutela del patrimonio), che ha guidato il restauro in senso conservativo, al fine di preservare l’identità architettonica originale.
La facciata, caratterizzata da tipiche tonalità rosate abbinate a inferriate decorative sul grigio, custodisce gli infissi originali in legno. Persino il marciapiede antistante, un mosaico di antiche cementine bianche e rosse, è stato recuperato e oggi funge da soglia simbolica tra dimensione pubblica e intimità domestica.
Oltrepassato l’ingresso, un corridoio rivela l’essenza materica dell’edificio: porzioni di muratura invecchiata a vista, con sovrapposta una sequenza di portali in legno retroilluminati, agiscono come un cannocchiale prospettico verso il cuore della struttura.
E così si arriva al patio centrale. Delimitato da un portico ad archi e arricchito da una fontana in pietra preesistente, questo spazio combina pavimentazioni in ghiaia e cotto rosato. Le pareti dello stesso colore, protette alla base da zoccolature in pietra grigia per contrastare l’umidità, si alternano a superfici in adobe e mattoni, lasciando che il tempo narri la storia della residenza.
Una griglia metallica a soffitto integra gli impianti tecnici senza compromettere l’armonia tra passato e presente, mentre lanterne a sospensione e una fitta vegetazione creano un’oasi di silenzio, pace e tranquillità open air che isola l’hotel dal rumore cittadino.
Il progetto ripensa radicalmente la distribuzione originale – 10 locali con porta d’entrata sul cortile e un unico bagno – per ricavare altrettante camere da letto, ciascuna con servizi privati. Gli interni, realizzati in collaborazione con Areca Taller Creativo, celebrano l’artigianato locale: porte in cedro restaurato convivono con arredi in noce e bagni in terrazzo chiaro. Il legame con il territorio è ribadito anche nel naming, con ogni stanza dedicata a una specie arborea diffusa nella regione.
Sul retro, un secondo cortile ospita il ristorante all’aperto. Qui, tra quattro alberi preservati, spicca una parete traforata da nicchie ad arco che custodiscono anfore in terracotta. Elemento plastico di rilievo è la scala intonacata ancora una volta in rosa, definita da un parapetto pieno il cui profilo sagomato a onde digradanti richiama, nel suo andamento sinuoso, i motivi ornamentali della tradizione vernacolare messicana.
Da questa si sale alla terrazza-bar con vista sulla cattedrale neogotica di Guadalajara: uno spazio votato al relax, con un muro espositivo su cui sfilano decine di vasi di diverse forme, attrezzato con confortevoli daybed e una tettoia rivestita di pannelli solari.
All’ultimo livello, un volume di nuova costruzione ospita l’appartamento del proprietario. Grazie alla complicità di realtà locali come Prima Materia, Libertad 1416 rifunzionalizza strati di memoria senza cancellare le tracce del tempo.