A Zoagli, in Liguria, Startup Architettura trasforma un appartamento Anni 60 in un rifugio che dialoga con il mare. Con grandi oblò specchiati che si ispirano al mondo della nautica
C’è un termine nel lessico nautico, bitta, che definisce l’elemento a cui si fissano i cavi d’ormeggio: un oggetto tecnico, essenziale, punto fermo tra mare e terra. È da questa immagine di stabilità – la solidità di un porto sicuro in analogia perfetta con la casa, rifugio quotidiano per eccellenza – che Startup Architettura ha costruito il progetto di un appartamento a Zoagli, in Liguria, per una committenza la cui storia è profondamente intrecciata alla navigazione.
L’edificio è degli Anni 60, immerso nel verde della macchia mediterranea. Attraversando la porta originale dell’epoca si entra in ambiente luminoso, fluido, affacciato sul mare. Un’isola scultorea, collocata al limitare dello spazio come la prua di un’imbarcazione, orienta il percorso dalla cucina al living.
Il divano, bifacciale, si apre su più fronti favorendo interazione e dialogo con il paesaggio. Qui la luce entra ovunque, riflessa da superfici chiare e da un grande oblò a specchio che moltiplica la vista sul mare e sul verde. Non si tratta di un semplice dettaglio decorativo per portare il paesaggio dentro l’abitazione, ma di un espediente progettuale: lo stesso oblò è infatti una porta scorrevole che separa la zona giorno da quella notte, soglia tra apertura e ritiro.
Il lessico nautico ispira le forme dei grandi oblò specchiati e guida la ricerca dei materiali
Il lessico nautico torna nelle boiserie bianche a listelli verticali, che richiamano l’estetica delle cabine nautiche integrando armadiature su misura e volumi tecnici, e ancora nella terrazza della stanza matrimoniale, pavimentata in teak come il ponte di una barca. Le camere si aprono su scorci diversi: il mare in lontananza da un lato, il giardino mediterraneo dall’altro.
Spazi intimi, chiari, arredati su misura come gli interni di uno yacht, dove ogni centimetro è progettato per ottimizzare la relazione tra funzione e sguardo. Scelte materiche, scorci visivi, tutto è pensato per mantenere un dialogo costante con l’esterno.
Il risultato è uno spazio che non si limita a guardare il mare, ma lo vive come interlocutore quotidiano. Una casa che è insieme rifugio e viaggio. Un approdo contemporaneo.