DESIGN STORY
Room 606, genesi del contract

Arne Jacobsen definisce alla fine degli Anni 50 il primo manifesto consapevole del contract moderno. Con un controllo sistematico di ogni elemento di progetto, dal micro al macro

Quando nel 1956 Scandinavian Airlines System affida ad Arne Jacobsen il progetto del Royal Hotel di Copenhagen, l’operazione segna un passaggio decisivo nella storia del design. L’architetto imposta il lavoro come un gesamtkunstwerk, un’opera totale in cui edificio, spazi interni e componenti d’arredo entrano a far parte di uno stesso sistema concettuale e metodo operativo.

Il Royal viene spesso indicato come uno dei primi esempi di progetto contract in senso moderno e, secondo molti studiosi, come il primo caso realmente compiuto di design totale applicato a un hotel. Precedenti illustri – come non citare Frank Lloyd Wright o Alvar Aalto – avevano già anticipato un’idea di integrazione e personalizzazione, senza però raggiungere lo stesso livello di controllo esteso e sistematico sull’intero progetto, né una reale prospettiva di scalabilità e replicabilità.

Frank Lloyd Wright o Alvar Aalto avevano già anticipato un’idea di integrazione e personalizzazione, senza però una reale prospettiva di scalabilità e replicabilità di prodotto

Se fino ad allora i prodotti erano stati disegnati per rendere unici specifici luoghi e risolvere specifiche richieste di progetto, Jacobsen disegna ogni elemento come parte di un linguaggio condiviso, pensato fin da subito per entrare in produzione industriale e vivere oltre l’edificio.

In questo senso lavora con aziende e realtà locali per progettare elementi fissi, arredi, tessuti, rivestimenti, maniglie, infissi, fino ai pomelli delle corde per regolare tende e illuminazione. Da qui prendono forma alcune icone assolute del design del Novecento come Egg, Swan, Drop, Giraffe e la serie 3300, tutti arredi prodotti da Fritz Hansen per il Royal e ancora oggi presenti in catalogo a oltre sessant’anni dalla loro ideazione.

E in queste stanze scaturisce anche la collezione AJ di Louis Poulsen, anch’essa tuttora in produzione. Oggetti nati per un contesto preciso, ma capaci di attraversare il tempo grazie alla coerenza del progetto che li ha generati.

Nel Royal, oggi Radisson Blu Royal Hotel, è possibile visitare la stanza 606, conservata come una capsula intatta capace di restituire l’esperienza originale dell’hotel. Un piccolo museo che celebra uno dei momenti fondativi del contract contemporaneo: oltre la dimensione autoriale e il valore artigianale (tipici ad esempio di Gio Ponti), e verso un modello progettuale nuovo, destinato a diventare paradigma per l’industria del contract così come la conosciamo oggi.

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