Una casa costiera che si mimetizza nel paesaggio: Fairhaven rinasce come un volume compatto e materico. Tra acciaio corten, pietra locale e legno, in stretto dialogo con la topografia della Surf Coast australiana
Fairhaven è una casa che si lascia trovare solo da chi la osserva con attenzione. Adagiata nel paesaggio ventoso della Surf Coast australiana, lungo Great Ocean Road, l’abitazione nasce dalla collaborazione tra LTD Architectural Design Studio e DOOD Studio come un volume che sceglie la mimetizzazione sulla dichiarazione, la sottrazione sulla retorica.
Il progetto interpreta il desiderio dei clienti di ottenere un’architettura recessiva, integrata nel paesaggio, ripensando la precedente casa di vacanza come un organismo più generoso, calibrato sulle esigenze di una nuova fase di vita.
Il volume, concepito come una forma unica e compatta, viene scavato, smussato, inciso per accogliere luce, viste e passaggi fluidi tra interno ed esterno. Al livello superiore si concentra una dimensione più intima, mentre il piano terra diventa il cuore sociale, uno spazio permeabile che si estende su una grande terrazza affacciata sul mare e su un’area esterna protetta utilizzabile in ogni stagione.
L’architettura lavora per sottrazione, costruendo continuità e protezione senza rinunciare all’apertura: profondi imbotti orientano lo sguardo, i pieni e vuoti calibrano la luce, le geometrie ridotte avvicinano la casa alla terra.
Materiali robusti e onesti rafforzano il rapporto con il luogo. La base in calcestruzzo radica l’edificio nel pendio, mentre l’involucro in acciaio color corten riprende le ossidazioni delle rocce costiere. La pietra locale e il legno costruiscono una pelle materica che dialoga con il paesaggio e che con il tempo tende a confondersi con esso.
All’interno, un registro più caldo: rivestimenti in quercia della Tasmania, pavimenti in cemento levigato, inserti di un verde profondo nelle cucine e nei bagni che evocano la vegetazione circostante. Ed elementi lapidei che caratterizzano il living e la scala, introducendo un senso di permanenza e quiete.
La relazione con il terreno è completata da un paesaggio volutamente poco addomesticato. Graminacee, arbusti autoctoni e piante resistenti al vento disegnano un giardino che sembra spontaneo, destinato a inglobare lentamente il volume architettonico.
Piani in legno, massi irregolari e pavimentazioni a spacco orchestrano un bordo poroso tra naturale e costruito. Fairhaven è così un esercizio di misura e di ascolto: una casa che esprime forza attraverso la discrezione. Un rifugio scolpito dal clima e dalla topografia, in cui tattilità e durabilità si uniscono in un gesto architettonico asciutto ma profondamente sensibile al luogo.