CASE
Lenox Hill

A New York, Atelier RO trasforma un appartamento prebellico con un linguaggio essenziale e sofisticato. Dove la sensibilità parigina dell’architetto Joseph Dirand si riflette in una palette di toni pergamena, marmi e superfici materiche

Millan House, storico edificio dell’Upper East Side di Manhattan progettato negli Anni 30 dall’architetto Andrew J. Thomas su un terreno acquistato da John D. Rockefeller Jr., ospita oggi un appartamento che torna a vivere grazie ad Atelier RO, lo studio fondato da Juliette Spencer.

Lenox Hill è un classic six di circa 185 metri quadrati, una tipologia residenziale prebellica composta da living, cucina, sala da pranzo, due camere con bagno en suite e una stanza di servizio. Soffitti alti, pavimenti in legno, modanature e un ingresso scenografico definiscono il carattere architettonico originale.

La sensibilità parigina che ispira l’intervento nasce dalla comune ammirazione di Spencer e della proprietaria per l’architetto francese Joseph Dirand, noto per linee pulite, palette sobria e materiali naturali. Il progetto traduce questa eleganza europea in un contesto newyorkese, dando vita a un lusso misurato e accogliente, senza eccessi decorativi. “L’atmosfera doveva essere calda, non troppo ricercata”, spiega Spencer, che privilegia materiali di qualità, coerenza cromatica e cura dei dettagli.

I toni pergamena definiscono la base cromatica della casa, declinati in rovere bianco, lino e pelle. I pavimenti originali in legno, liberati dagli strati accumulati nei decenni, ricevono una finitura opaca, volutamente imperfetta.

Nei bagni, marmo e gesso Tadelakt – tecnica marocchina che crea superfici calde e tattili – introducono contrasti materici. Nella suite principale le pareti in Paonazzo dialogano con il pavimento scuro in Nero Marquina. Mentre il bagno degli ospiti combina piastrelle in cemento, pavimento in marmo, rubinetteria in ottone non smaltato e vasca rivestita in pietra.

Tra gli interventi strutturali più significativi, la zona di servizio sul retro, originariamente frammentata tra cucina, lavanderia e dispensa, viene unificata in un unico spazio più fluido e funzionale, collegato alla sala da pranzo tramite una porta in vetro e rovere bianco. La lavanderia si sposta verso l’ingresso secondario, mentre l’ex stanza di servizio diventa uno studio con divano letto, pensato anche per accogliere ospiti.

Il living sviluppa una composizione sofisticata: una boiserie ad arco in noce sbiancato nasconde la tv, mentre il camino in calcare di Atelier Jouvence e le applique in alabastro di Rewire LA definiscono la parete principale. Un grande specchio dorato vintage riflette la luce, amplificando profondità e luminosità.