CASE
House of Four Ecologies

House of Four Ecologies reinterpreta lo spirito originario di The Sea Ranch con un rifugio in legno organizzato attorno a quattro ecosistemi, combinando un design calibrato e un modello innovativo di co‑proprietà

House of Four Ecologies, progettata da James Leng – insieme a Natasha Sadikin, Juney Lee e Hoang Nguyen – rilegge lo spirito originario di The Sea Ranch attraverso un modello contemporaneo di co‑abitazione.

Lontano dall’immagine patinata delle seconde case sulla costa californiana, il progetto riattiva l’approccio sperimentale immaginato da Lawrence Halprin negli Anni 60: un’architettura che nasce dalla relazione con il paesaggio e dalla possibilità di condividerlo. La casa, co‑detenuta da sei proprietari, è pensata come un santuario in legno calibrato attorno a quattro ecosistemi – oceano, giardino, bosco e prato – che diventano dispositivi spaziali e sensoriali.

Il volume basso e frammentato si adagia lungo un corridoio punteggiato da abeti maturi, assumendo una forma sinuosa che segue il terreno. Il rivestimento in pannelli Douglas anneriti, ruvidi e materici, connette l’edificio alla grammatica costruttiva di The Sea Ranch, reinterpretandola con precisione contemporanea.

All’interno, la sequenza degli ambienti costruisce una narrazione coerente: l’Ocean Room accoglie la luce filtrata dalla foschia del Pacifico, con una seduta continua che avvolge lo spazio; la Garden Room apre il cuore della casa a un cortile protetto, dissolvendo i confini tra interno ed esterno attraverso grandi pannelli scorrevoli; il padiglione dedicato allo studio si orienta verso la prateria, catturando il chiarore del tramonto, mentre la cucina, posta al centro, funge da fulcro sociale, un focolare moderno dove convivialità e apertura verso il paesaggio coesistono.

Muoversi nella casa significa attraversare un ciclo di luce e atmosfere: mattina sull’oceano, mezzogiorno nel giardino, sera nella radura. Il progetto non si limita però a qualità poetiche e spaziali; assume una posizione politica ed economica chiara.

In un contesto dove l’accessibilità è compromessa dal mercato immobiliare, la co‑proprietà diventa un gesto radicale e pragmatico, in grado di mantenere alta la qualità architettonica senza rinunciare alla responsabilità ambientale. House of Four Ecologies propone quindi un modello alternativo che non sacrifica bellezza né sostenibilità, ma li considera strumenti per restituire senso alla vita condivisa.

Per Leng, il progetto inaugura anche il suo studio Glacial Erratic, alludendo a ciò che attraversa epoche e paesaggi modificandosi. Come le pietre trasportate dai ghiacciai, anche l’architettura può essere spostata, trasformata, reinterpretata. E questa casa dimostra come sia possibile far evolvere un’utopia senza tradirla: non con nostalgia, ma attraverso un nuovo modo – sociale e condiviso – di abitarla.