CASE
Casa Alegria

Tra archi, superfici continue e un uso scultoreo della pietra, Ana Hernandez rilegge il passato valenciano con un linguaggio essenziale ma emozionale. Trasformando l’abitare in un’esperienza di condivisione e benessere

Nel quartiere valenciano La Roqueta, Casa Alegria reinterpreta una dimora del 1910 attraverso un progetto che fonde leggerezza mediterranea e memoria domestica. Lo studio Her Arquitectura, guidato da Ana Hernandez, trasforma la casa in un luogo dove quotidianità e spirito vacanziero convivono, portando nella vita di tutti i giorni un’idea di sospensione e convivialità.

L’impianto originario, caratterizzato da stanze buie e compartimentate, viene liberato con un gesto architettonico semplice: l’apertura del cuore della casa. La cucina, il soggiorno e la zona pranzo convergono così in un unico ambiente luminoso, scandito dalla grande isola-scultura in granito che diventa fulcro di relazione e simbolo di un abitare condiviso.

La materia è protagonista, trattata con rigore ma sempre legata a una sorta di gesto affettivo. Il granito attraversa l’intero progetto come filo conduttore: dal grande piano della cucina alle soglie che separano la camera dal bagno, fino alla vasca-lavabo, definisce un paesaggio tattile che rende l’essenzialità mai fredda.

Le volte e gli archi, reinterpretati come dispositivi di luce e ritmo, introducono un dinamismo morbido che accompagna il passaggio tra gli ambienti. L’epossidico scelto per i pavimenti sostituisce il più diffuso microcemento, garantendo una superficie continua e resistente che amplifica la luminosità naturale.

Il lavoro sulle preesistenze è calibrato con sensibilità: le travi lignee, le decorazioni ceramiche e alcune tracce strutturali riportano la casa alle sue origini, senza nostalgie, ma come elementi vivi di un racconto che continua.

Oggetti affettivi, come la sedia recuperata dal negozio del padre del proprietario o la damigiana d’olio dei nonni, non sono inseriti come citazioni decorative, bensì come parte integrante della narrativa spaziale. Il minimalismo dell’involucro si apre così a una stratificazione emotiva che dà profondità e identità agli interni.

La camera da letto conserva volutamente una certa ruvidità materica che dialoga con l’uso contemporaneo della pietra nel bagno, uno degli ambienti più sorprendenti: un volume intimo ma monumentale, dove superfici e luce riflessa trasformano la quotidianità in un gesto quasi rituale. Mentre la coerenza materica tra lavabo e isola cucina crea un ponte visivo che rafforza l’unità del linguaggio progettuale.

Casa Alegria è, come suggerisce il nome, un progetto costruito attorno all’idea di benessere e accoglienza. Uno spazio pensato per essere vissuto e condiviso, capace di coniugare rigore formale e vibrazioni emotive.

La sua forza risiede nella semplicità: una casa che si apre alla luce, che valorizza la materia e che intreccia storia e contemporaneità per restituire un’abitazione autentica e vitale.