DESIGNERS AT HOME
A casa di Marie Montaud

Una vecchia sartoria in disuso si trasforma nella nuova casa della jewel designer Marie Montaud. Segni del passato e design contemporaneo animano ambienti in cui la luce è protagonista

Cos’è la creatività? Fantasia, originalità, ma soprattutto immaginazione. Ed è proprio l’immaginazione che, contro tutte le apparenze, ha permesso alla jewel designer Marie Montaud e a suo marito Gilles Ballard di vedere in una sartoria abbandonata la loro nuova casa.

Nascosto in una delle tanti corti della Parigi storica, questo vecchio edificio è stato riportato a nuova vita grazie al lavoro dell’architetto Guillaume Terver dello Studio The Lad Architects, che ha dato corpo all’immaginario della coppia in un progetto giocato su grandi aperture in cui la luce, uno dei punti deboli di questa fabbrica in disuso, è diventata protagonista.

Un risultato raggiunto grazie a una distribuzione completamente rivista che ha il suo cuore in una corte centrale circondata da finestre e grandi porte scorrevoli, una piccola oasi di tranquillità al riparo dal caos cittadino, ricca di verde, da cui la luce naturale illumina tutti gli ambienti interni che dalla corte si diramano. Il bianco è il colore scelto per armonizzare i diversi spazi funzionali della casa e creare una continuità visiva che accentua le aperture e i volumi dei soffitti a doppia altezza, elemento di richiamo alla destinazione originale dell’edificio.

Gli interni della zona giorno, disposta lungo un asse che collega l’ingresso principale alla corte interna, trovano un elemento di scenografica continuità in una lunga libreria in legno che, partendo dalla zona living, termina nell’ampia cucina dove si trasforma in piano di lavoro abbinato a pensili e mobili. La discreta omogeneità dei pavimenti in calcestruzzo lucidato sfuma ulteriormente la transizione fra i diversi ambienti, con un rigore cromatico e di texture in suggestivo contrasto con le travi originali in legno massello della copertura a vista.

“Questo è lo spazio che usiamo di più e anche quello più intimo, dove raccogliamo tutti i libri e i ricordi di famiglia”, racconta Marie Montaud, “per questo abbiamo voluto che il suo mood fosse non solo caldo e accogliente ma anche, in qualche modo, espressione del nostro immaginario emozionale ed estetico”. Un’intenzione, questa, che emerge soprattutto negli arredi, un originale mix di elementi su misura e pezzi d’antiquariato dallo stile eclettico che spazia dalle suggestioni classiche al design Anni ’60 con studiate incursioni nello shabby chic.

Gli spazi più intimi – bagno, master bedroom e camere dei bambini, situate al piano rialzato – sono tutti dotati di porte scorrevoli che, oltre a sfruttare al meglio gli spazi interni, scompaiono completamente nel candore delle pareti. Mimetici anche gli armadi guardaroba, ricavati all’interno di una doppia parete realizzata nella zona di raccordo tra la camera da letto principale e i servizi, che assolvono con discrezione alla loro funzione senza interrompere l’armoniosa continuità delle superfici interne.