In Canada, l’architetto Florent Moser firma un rifugio su più livelli immerso nella natura. Dove una sequenza di archi in pietra scandisce la facciata principale e richiama le architetture monastiche europee
Immersa nella tenuta di Teracea a La Malbaie, nella regione di Charlevoix, in Canada, Les Arches è una residenza progettata da Florent Moser, imprenditore e architetto di origine svizzero-quebecchese. La sua identità formale si definisce attraverso cinque archi in pietra che scandiscono la facciata principale, richiamando le architetture monastiche e i ponti storici europei. E conferendo all’edificio una presenza scultorea e ovattata.
Il progetto nasce dal desiderio di concepire un rifugio capace di integrarsi nel paesaggio e rivelarsi progressivamente, “come un segreto condiviso con la natura”, usando le parole dello stesso Moser. Pietra e legno rivestono il volume superiore, evocando la semplicità di un fienile rurale, mentre la parte inferiore si innesta nel terreno. Questa configurazione parzialmente interrata sfrutta le proprietà termiche del suolo e contribuisce a mantenere condizioni interne stabili durante tutto l’anno.
L’orientamento a sud-ovest risponde a una precisa strategia climatica: in inverno la luce penetra in profondità negli ambienti, favorendo il riscaldamento passivo. In estate, invece, le pareti incassate nel terreno limitano il surriscaldamento. Le ampie superfici vetrate amplificano l’ingresso della luce naturale e riducono il ricorso all’illuminazione artificiale.
Al livello del giardino, la zona giorno si distingue per il pavimento in ciottoli disposti ad arco, ispirato ai mercati storici europei. Le pietre accumulano il calore durante il giorno e lo rilasciano gradualmente nelle ore serali, contribuendo all’inerzia termica dell’edificio.
All’interno, Les Arches si organizza attorno a una scala centrale articolata su sette livelli, che funge da spina dorsale distributiva e connette gli ambienti in una sequenza continua. La casa accoglie fino a sei adulti e sei bambini, distribuiti in tre suite familiari indipendenti progettate per garantire privacy e autonomia.
Sul piano paesaggistico, il progetto reimpiega la terra di scavo per modellare un altopiano naturale antistante la casa. Questa terrazza leggermente inclinata prolunga visivamente il giardino fino all’orizzonte. Creando un effetto simile a quello di una piscina a sfioro, con il fiume San Lorenzo e le montagne a fare da sfondo.
L’uso di materiali provenienti dalla provincia del Québec riflette una scelta consapevole, sintetizzata dallo stesso Moser: “Ci impegniamo a promuovere e incoraggiare il talento degli artigiani e dei professionisti locali, capaci di realizzare cose significative con ciò che li circonda”.