In Maremma, lo studio McLean Quinlan firma Ercolina: una tenuta tra ulivi e mare dove pietra locale e forme sinuose interpretano il genius loci. Un dialogo colto tra architettura e natura, scandito da interni avvolgenti
È il primo progetto in Italia dello studio internazionale McLean Quinlan: una tenuta immersa nel paesaggio maremmano, nel mezzo di 30 ettari di uliveti, perfettamente integrata con la topografia del sito e con la tradizione costruttiva del territorio.
Ideata per una famiglia con radici italiane ma residente all’estero, Ercolina – questo il nome della dimora – comprende due residenze principali chiamate rispettivamente la Torre e il Fienile, distanti circa 150 metri l’una dall’altra. La loro posizione su due colline adiacenti è stata studiata con cura per catturare luce e brezza e per godere di una vista a 360 gradi sulla campagna, sulla laguna di Orbetello e verso l’Argentario. Insieme a un terzo edificio, la foresteria, compongono una silhouette che si fonde armoniosamente nel panorama.
Complessivamente la proprietà dispone di undici camere da letto con bagno privato, due cucine, terrazze coperte e zone pranzo open air, una piscina a sfioro, un campo da tennis e una sala degustazione. Terrazze, logge e spazi abitativi a pianta aperta creano un rapporto fluido tra interno ed esterno, permettendo alla luce mutevole di plasmare gli ambienti in modo differenziato nelle diverse ore della giornata.
In linea con l’approccio del team guidato da Fiona McLean, l’architettura sembra forgiata dal contesto, piuttosto che imposta. Là dove c’erano un’anonima casa colonica e rovine sparse, un’attenta pianificazione urbanistica, portata avanti con i paesaggisti Gaia Chaillet Giusti e Stefano Baccari, ha sfruttato i percorsi di accesso esistenti e valorizzato la presenza degli ulivi secolari e le vedute verso il mare.
I portali ad arco e la torre – l’elemento più visibile, ma volutamente non dominante – richiamano lo stile toscano, mentre le proporzioni delle finestre coniugano tradizione ed esigenze della vita contemporanea. Le forme curve sono ricorrenti: un omaggio ai palazzi storici e alle mura difensive della vicina Magliano. E se la dépendance comprende una cucina e un grande soggiorno con vista a sud, il fienile, oltre a ospitare la produzione di olio extravergine di oliva biologico della tenuta, funge da spazio eventi e da palestra privata.
La tavolozza di materiali è coerente con questa impostazione. Muri di pietre estratte in loco, tetti in terracotta a falde basse e aperture con dettagli tradizionali – è il caso della finestra angolare con tegole del fienile – riflettono il linguaggio vernacolare. Al contempo, conferiscono agli edifici un senso di antichità e familiarità, evitando un aspetto eccessivamente pulito e ordinato.
Gli interni, curati da Tommaso Ziffer, Studio GAA e da un team spagnolo, rifuggono l’ostentazione per abbracciare una sobria eleganza. Soffitti in legno con travi sabbiate e arredi dalle linee organiche dialogano con la matericità delle pareti. Il vero lusso si scopre in alcuni scorci silenziosi: nel profilo sinuoso di una scala in pietra che asseconda il declivio della collina; nella luce calda del tramonto che entra dalle arcate, trasformando la dimora in un osservatorio privato dove l’architettura, finalmente, si fa paesaggio.