Un’opera del 1984 di Nathalie Du Pasquier e George Sowden, nata all’interno della loro ricerca condivisa negli anni di Memphis, getta le basi per un’installazione temporanea per Kerakoll
All’origine di Teatro della Vita, l’installazione portata in scena da Kerakoll alla recente Design Week, c’è Proposition pour une petite ville, opera del 1984 di Nathalie Du Pasquier e George Sowden: un disegno che immagina una città ideale attraverso volumi semplici, facciate cromatiche caleidoscopiche e prospettive scomposte sempre sorprendenti. Un luogo dove blocchi, aperture, quinte, angoli e infine il colore seguono uno spartito allegro, pensato per portare gioia ed equilibrio nella vita delle persone.
In questa matrice si riconosce chiaramente l’eredità di Memphis, di cui entrambi gli artisti sono stati protagonisti: una ricerca in cui decorazione e superficie diventano elementi fondativi dello spazio.
Nel progetto per Kerakoll, quella tensione propria di Memphis si intreccia con l’opera e si sviluppa in una direzione ancora più distesa, dove il colore costruisce ambienti accoglienti e introduce una qualità immediata, quasi domestica, nella percezione urbana.
L’installazione ricompone fisicamente lo showroom in una sequenza di volumi astratti e scorci concatenati, dove la palette di Kerakoll Colors – oltre 1.500 tonalità – organizza l’ambiente e ne definisce il carattere. Interno ed esterno si avvicinano, mentre il percorso invita a muoversi tra superfici e aperture, seguendo la pura logica del colore.
Sette dipinti a olio realizzati da Du Pasquier per l’occasione ampliano ulteriormente questo immaginario: nuovi scorci di quel panorama urbano astratto disegnato a metà Anni 80, aiutano il visitatore a vivere la città “da dentro”. Al colore, qui, è assegnato il compito di generare ritmo, profondità e intensità emotiva.
Teatro della Vita restituisce così un’idea di città giocosa, scanzonata, ma fondata su precise relazioni visive e percezioni, dove il colore diventa elemento architettonico e al tempo stesso motore di vita.