Studio8 Architects recupera un complesso di trulli nella Valle d’Itria conservando le sue stratificazioni nel tempo. Mentre materia e distribuzione interna marcano la continuità tra architettura rurale e abitare contemporaneo
È da una sedimentazione di segni architettonici e materici che prende forma Trullo Mita, un intervento realizzato da Studio8 Architects su un piccolo complesso di trulli nella campagna pugliese della Valle d’Itria. Il progetto riguarda il recupero di tre trulli esistenti e un ampliamento in pietra costruito circa un secolo più tardi, oggi trasformati in una residenza per vacanze di circa 120 metri quadrati immersa tra gli ulivi.
L’intervento costruisce una sequenza di passaggi in cui ogni parte mantiene riconoscibile la sua appartenenza temporale. I trulli originari conservano la tessitura minuta della pietra a secco. Il volume aggiunto nel Novecento introduce invece blocchi più grandi e una diversa maglia muraria. Le nuove estensioni continuano questa progressione, attraverso geometrie più astratte e aperture calibrate sul paesaggio.
La composizione evita così sia la replica mimetica, sia l’autonomia dell’oggetto contemporaneo. Il progetto procede piuttosto per continuità costruttiva e spaziale, lasciando che siano gli spessori, le proporzioni delle aperture e il modo in cui i corpi edilizi si accostano a rendere leggibile la successione delle trasformazioni.
La materia svolge un ruolo decisivo. Le murature a secco tradizionali vengono recuperate, mantenendo la capacità di regolare l’inerzia termica. Le nuove parti non imitano le strutture storiche, ma ne mantengono la logica costruttiva. Fondamentale in questo senso è l’uso della pietra locale, dei volumi massivi e di una relazione diretta con il contesto rurale. Anche gli spazi esterni rimangono in gran parte nello stato originale, e la stessa piscina diventa un piano riflettente inserito nella continuità del paesaggio.
Uno degli interventi più rilevanti riguarda le aperture. I muri profondi dei trulli vengono incisi con nuovi tagli che aumentano l’apporto di luce naturale. Questo consente di stabilire relazioni visive più estese con gli ulivi e il territorio circostante. L’intervento lavora quindi sulla trasformazione della massa muraria dall’interno, introducendo una maggiore permeabilità visiva senza alterare la compattezza degli edifici.
Anche la distribuzione interna segue la cronologia del complesso. Gli ambienti collocati nei trulli ospitano le camere più raccolte; il corpo intermedio accoglie ingresso e soggiorno; le nuove addizioni contengono cucina e suite principale. Attraversare la casa significa così percorrere diverse epoche costruttive, ciascuna riconoscibile attraverso luce, proporzioni e carattere spaziale.
Gli interni mantengono un linguaggio essenziale, basato sulla continuità materica tra involucro e arredi. Superfici chiare, pietra a vista e inserti lignei lasciano che siano le geometrie murarie a definire gli spazi domestici. La relazione con l’esterno resta costante: le aperture profonde funzionano come dispositivi di inquadratura del paesaggio rurale, mentre la luce enfatizza la densità delle murature e la successione dei diversi corpi edilizi.
Il progetto rivela infine un’attenzione particolare alle tradizioni costruttive locali. Studio8 utilizza il sapere dei maestri trullari, trasformando il cantiere in uno spazio di mediazione tra rappresentazione tecnica contemporanea e conoscenze tramandate di generazione in generazione.