CASE
Casa Skoura

In Messico, Enekén Studio trasforma i resti di una costruzione esistente in una residenza suggestiva e introversa. Dove materia e luce costruiscono una sequenza di ambienti ispirati all’atmosfera delle architetture nordafricane

Casa Skoura è una residenza di 115 metri quadrati realizzata nello Yucatán, in Messico. Qui il progetto di Enekén Studio interviene sui resti di una costruzione esistente trasformandoli in una nuova architettura domestica, fatta di spazi ombreggiati e superfici materiche.

Il progetto assume la preesistenza come parte attiva dell’intervento. I muri in pietra vengono mantenuti, incorporati nella distribuzione interna e lasciati emergere accanto alle nuove superfici in chukum – un rivestimento naturale di origine Maya, composto da cemento bianco e dalla resina pigmentata dell’albero da cui prende il nome – e legni locali.

Il nome della casa richiama l’oasi marocchina di Skoura, riferimento che ritorna nelle cromie terrose, nelle geometrie essenziali e soprattutto nella costruzione di ambienti attraversati da luce e ventilazione naturale. L’influenza nordafricana rimane però sullo sfondo, assorbita dentro un linguaggio che resta legato al contesto e alla tradizione costruttiva locale.

L’ingresso attraversa un piccolo patio dominato da un albero di avocado. Da qui si raggiunge la zona living, organizzata attorno a una seduta ribassata ispirata ai salotti marocchini tradizionali. Qui il progetto lavora soprattutto sulla percezione dello spazio. La copertura inclinata raggiunge altezze fra sei e otto metri, amplificando la profondità dell’ambiente, mentre le aperture contrapposte permettono all’aria di attraversare naturalmente gli interni. Una grande vetrata scorrevole mette in continuità il soggiorno con il giardino e la piscina collocata sul fondo del lotto.

La percezione degli interni è costruita soprattutto attraverso la materia. Le superfici in chukum pigmentato assorbono la luce naturale producendo variazioni continue durante il giorno. Cemento colorato, pietra recuperata e legni locali generano una palette compatta giocata su tonalità calde e terrose. Anche i pavimenti in cementine contribuiscono a introdurre leggere variazioni tattili all’interno degli ambienti, senza interrompere la continuità atmosferica della casa. Il progetto lavora su sfumature, densità e differenti gradi di porosità delle superfici, mantenendo costante la relazione tra luce, ombra e materia.

Tra living e dining rimane visibile una parete in pietra appartenente alla costruzione originaria. Il muro divide gli ambienti senza interrompere la continuità visiva della casa e introduce all’interno del progetto una presenza materica più grezza, lasciata volutamente in contrasto con le nuove superfici. Superata questa soglia, cucina e zona pranzo si aprono verso la terrazza esterna attraverso grandi pannelli scorrevoli che, una volta aperti, trasformano patio, area conviviale e piscina in un unico ambiente aperto.

Gli arredi partecipano alla costruzione di questa continuità atmosferica. Gli elementi lignei e i mobili, disegnati su misura dallo studio, riprendono le stesse tonalità calde delle superfici murarie. Le tradizionali piastrelle in pasta di cemento introducono invece variazioni tattili e leggere discontinuità cromatiche all’interno degli spazi.

Le camere da letto occupano un secondo volume, disposto nella parte posteriore del lotto. Gli ambienti si sviluppano su livelli differenti e mantengono la stessa attenzione per luce e ventilazione naturale presente nelle aree comuni. Nella camera superiore, una finestra ovale aperta all’interno della doccia interrompe la rigidità geometrica degli interni e inquadra direttamente il cielo, introducendo un elemento più libero in una composizione rigorosa.